Ce soir chez Igles Corelli. A cena con lo Chef pioniere della “cucina circolare”

#Storiediquarantena

Il messaggio di Igles Corelli, ben cinque stelle Michelin, arriva forte e chiaro: “Restate a casa!”

Lo Chef pluristellato al tempo del Coronavirus non abbandona la sua più grande passione e apre la sua cucina ai lettori di #3D Magazine svelando i segreti della sua versione dei carciofi alla Giudìa chez Casa Corelli. 

Un video in cui, mentre chiacchiera con la compagna Helga, rivela il suo tocco magico. ( Guarda Il Video )

Un invito a restare a casa e cucinare con ciò di cui si dispone evitando così il più possibile il contatto con l’esterno.

Una sola regola: dare libero sfogo alla fantasia.

Mentre racconta la storia del piatto nato nel ghetto ebraico della capitale, racconta la sua personale visione sul futuro della ristorazione post Coronavirus, auspicando un ritorno alla “vera ristorazione” da trattoria.

“Il mio pensiero sulla ristorazione dopo il terremoto del Coronavirus parte dalla consegna di cibo a casa, inglesizzato come quasi tutto ormai, in delivery.

Sono partiti tutti all’arrembaggio, chi per pelosa solidarietà con la clientela- “ poverini non possono venire da me vado io da loro”-  che nasconde il vero motivo di fare soldi in qualche modo, e lo si capisce dai prezzi esosi; chi almeno ha avuto il buon senso di dire-“ lo faccio per pagare il fitto e i costi dei dipendenti “ senza essere ipocrita, per poi venire sbilanciato dallo Stato,  che gli ha dato la possibilità di fare cassa integrazione in deroga.

L’idea, pur nascendo dalla disperazione è buona e probabilmente in futuro avrà successo, a patto però di calibrare bene food-cost, organizzazione del lavoro e uso di attrezzature adeguate, che appunto servono a ridurre i costi finali del piatto.

Detto ciò credo che molti ragazzotti sotto i trenta anni e anche sotto i venticinque che hanno aperto ristoranti finti stellati, gourmet nell’arredo complessivo e insapore nei piatti, dall’ego spropositato e forti di qualche piccola esperienza da blasonati, si troveranno in difficoltà dovendo rinunciare ai piatti fighi da social, ai like, alle foto patinate dei fotografi superfood, insomma a tutto quel mondo che si dovrà dare una bella regolata.

Se andranno veloci e sapranno riciclarsi con qualche nuova/vecchia idea si salveranno, altrimenti torneranno a fare, forse, i capi partita, probabilmente all’estero e non in tempi brevi.

I genitori e i nonni che avevano investito economicamente sul loro futuro purtroppo saranno costretti a saldare il conto con la banca. Il futuro? Penso che in tanti chiuderanno lasciando spazio alle VERE trattorie con cibo buono e goloso, ci vorrà della musica di contorno, forse anche un po’ di teatro perchè la gente avrà tanta voglia di stare insieme, QUANDO SI POTRÀ e ci vorrà tempo, avrà il bisogno di comunicare, di toccare anche fisicamente l’amico e la compagnia.

I grandi rimarranno grandi ma solo se saranno in grado di cambiare atteggiamento, di lavare via con un bagno di umiltà quell’atteggiamento di superiorità divina.

Da un dramma, da una guerra, il mondo è sempre riuscito a ripartire.

Nel nostro mondo sarà più difficile questa volta, perché certe bolle speculative, tipo le incessanti aperture/ chiusure dei locali milanesi ad esempio, già erano di loro a un punto limite.

Ce la faremo, ma lasceremo in strada parecchia gente. È il mondo, purtroppo! 

Davide Milone

Igles Corelli

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