Casa Kbirr: la tradizione napoletana riecheggia nella dimora della birra

Casa KBirr | Genovese

Malti al caramello, malti tostati, freschi profumi e note agrumate, erbacee, resinose e speziate, questo è il profumo della birra che inonda le narici da Kbirr, la casa della birra artigianale.

Casa Kbirr con la sua riapertura post covid porta in tavola il meglio della gastronomia napoletana.

Un’esplorazione di gusto in ricette antiche che hanno radici storiche molto profonde.

Nuove esperienze sensoriali attraverso i piatti della tradizione che raccontano un territorio attraverso le mani dello chef Antonio Alberti, napoletano DOC.

Le materie prime come la pasta di Gragnano IGP trafilata a bronzo, il pomodoro di San Marzano, la mozzarella di bufala campana e il tarallo ‘nzogna e pepe sono frutto di un lavoro di ricerca continuo di cui si occupa personalmente Fabio Ditto, general manager di Kbirr, che durante il lockdown ha stretto importanti partnership legate al meglio dell’eccellenza enogastronomica campana e non solo.

Una particolare sezione  dedicata alla tradizione: “Chello ca mugliereta nun te fa” che spazia dalla parmigiana di melanzana, alla classica braciola o al baccalà mantecato.

Chiari rimandi alla tradizione partenopea nella scelta delle birre dal colore chiaro opalescente, dalla schiuma bianca e persistente, dal profumo fruttato, dai luppoli esotici e dei suoi sapienti abbinamenti ai piatti dello chef.

Tanto spazio anche al design con le lampade, sculture e illustrazioni esposte all’interno dello spazio di Casa Kbirr, opera di artisti napoletani che interpretano nel loro  stile l’iconografia della città, dal Vesuvio a San Gennaro.

Alle pareti le opere realizzate appositamente per Fabio dalla versatile Roxy in The Box, artista napoletana famosa per le sue opere  di street art, legate quasi sempre a personaggi famosi da lei reinterpretati. 

Pezzi d’arte sono anche le lampade realizzate dalla cooperativa di ragazzi della Sanità, Iron Angels. E ancora sculture in legno ispirate alle etichette “Kbirr” di Eddy Ferro su disegni di Maura Messina e le opere tridimensionali realizzate secondo il concetto diupcycling (riuso dei materiali) da Luigi Masecchia e infine un murales di Alessandro Flaminio (Natavot Red) “Le voci dentro” ispirato a San Gennaro, Santo Patrono di Napoli.

#STORYTELLER: DAVIDE MILONE

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