La Babele del design

di Cara e Davide

Era il 2016 quando nasce Cara\Davide, lo studio di design dei giovani e promettenti Cara Judd e Davide Gramatica. Lei nata a Cape Town, lui milanese. Potrebbe sembrare un semplice incontro tra due trentenni, invece è uno scambio di vedute tra culture e linguaggi.

Un dialogo interetnico riflesso nel lavoro, che continua nel tempo, progetto dopo progetto e che realizza il sogno di due neolaureati in Product Design allo IED di Milano.

33 anni lui, 32 lei, compagni nella vita. Pieni di talento hanno trovato uno spazio tutto loro affermandosi con progetti innovativi. Perseveranza e determinazione, sono le qualità principali di Davide e Cara. «Ammiro nelle persone la consapevolezza di sé, il sapere identificare i propri punti di forza. Oggi è importante essere selettivi e differenziarsi nel caos. Tracciare una linea decisa e seguirla con coraggio» – afferma Davide. La loro carriera professionale comincia nel 2011 in diversi ambiti, dalle grandi aziende industriali all’apprendistato in atelier con artigiani, per poi decidere di mettere insieme la loro esperienza nel 2016.

Oggi lavorano nel settore della progettazione del prodotto, della curatela di eventi e offrono consulenza creativa a studi e clienti privati. Appassionati di artigianato, autoproducono le loro serie di prodotti in collaborazione con artigiani in Italia ed in Sud Africa.

«Ci sentiamo ancora agli esordi, trovare un’identità e ciò che vale la pena dire per non essere ripetitivi. Essere speciali è la più grande difficoltà. Un bel motore per spingersi oltre» – precisa Cara.

Design Language è il progetto neonato di Cara\Davide in collaborazione con David Health, che riunisce professionisti di tutto il mondo. Un linguaggio di progettazione che comunica diversità e autenticità durante la Milano Design Week. Una conversazione tra designer e oggetto, che non perde di vista le dinamiche e i contesti in cui gli oggetti sono immersi. Il messaggio di Design Language è la ricerca e lo scambio tra culture come l’italiana e l’africana, un dialogo continuo, una nuova lingua che nasce dalla contaminazione e che si può definire come una sfumatura di entrambe.

Carabottino | Medulum | 2019

Una collezione di arredi interamente ispirati al veneziano “carabottino”, una struttura piatta a griglia comunemente utilizzata come accessori e ha avuto origine da applicazioni nautiche. La collezione è composta da uno specchio indipendente, un armadio per bevande e un tavolino laterale. Gli articoli sono disponibili in legno di noce e tiglio.

Ondulato | Cape Town | 2018

«Dopo aver trascorso 6 settimane presso lo storico Bijou Cinema a Città del Capo, nasce l’idea di sviluppare un nuovo lavoro ispirato al sito e all’incontro con Conrad alla mostra AFRICA AFRICA tenutasi a Palazzo Litta. Come duo di design di cultura mista, il lavoro è caratterizzato da un discorso di influenza culturale accentuato dalla diversità degli approcci. Siamo interessati ad esplorare le peculiarità, le differenze e il contesto delle varie culture a partire dalla nostra. La permanenza a Città del Capo era un modo per capire il patrimonio del Sudafrica. Tra le tante ispirazioni, visitando il paese insieme, abbiamo scoperto un materiale molto specifico che è diventato oggetto del nostro lavoro lì. Il metallo ondulato è un materiale molto iconico per il paesaggio sudafricano e si trova nell’architettura tradizionale, contemporanea e informale».

TERRITORIO 

È un affasciante progetto ideato dallo studio design CARA \ DAVIDE, il quale intende creare una riflessione territoriale e generazionale sulla cultura africana in relazione alla nostra cultura contemporanea. La collezione, costituita da tre oggetti esteticamente armonici, è il risultato di un’approfondita ricerca visiva e storica, riferita principalmente all’Africa sub sahariana. Con un approccio interdisciplinare tra arte e architettura, i designer-artisti, in una sorta di viaggio attraverso l’Africa, hanno raccolto e catalogato numerose fotografie di oggetti d’uso, di maschere, di architetture e di decorazioni al fine di estrapolare le caratteristiche significative: spessori, proporzioni, superfici irregolari e geometrie sintetiche.

Quest’attenta analisi di oggetti molto diversi e appartenenti a popolazioni assai distanti, evidenzia similitudini tali da comporre un codice comune che è espressione di come l’uomo africano conviva con la natura. La produzione africana è fortemente caratterizzata dal rapporto che i produttori instaurano con l’ambiente che li circonda, con l’approvvigionamento del materiale, con gli strumenti per la lavorazione e con la scelta dei colori e delle finiture. Il manufatto non solo è opera esclusiva dell’artigiano creatore, ma diventa sintesi di un’unione di forze tra la natura con i suoi materiali e l’ingegno e la tecnica dell’uomo. Gli oggetti delle culture africane celebrano l’armonia tra uomo e il territorio che abita, mentre la nostra dimensione industriale risulta dominante antropocentrica e poco rispettosa dell’ambiente. La ricerca di equilibrio tra uomo e natura diventa aspetto preponderante nella progettazione degli oggetti della collezione dei designer CARA\DAVIDE.

 

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