Barba, un fenomeno sfuggito di mano

barba

Ora il mondo è pieno di queste facce
è veramente troppo pieno
e questo scambio di emozioni
di barbe di baffi e di chimoni
non fa più male a nessuno.

Quando è moda è moda.

Ma sì, avete ragione, tirare in ballo Gaber forse è un po’ troppo, però le sue parole sferzanti si adattano perfettamente ai tempi, ai costumi e alle tendenze contemporanee. Un esempio? La barba. Da quanto tempo è stata sdoganata? Un paio d’anni? Qualcosina in più? Ora è diventato quasi impossibile beccare un uomo dalle guance lisce.

La barba dominava incontrastata negli anni ‘70, ma nei decenni successivi è salito alla ribalta il maschio depilato (e palestrato), l’uomo in stile Baywatch era su tutte le copertine di quotidiani e riviste varie. E oggi? Oggi la società ha ritenuto opportuno guardare indietro, rievocare vecchi trend, perché si stava meglio quando si stava peggio o semplicemente perché non abbiamo più idee e quindi ricicliamo vecchi stili adattandoli ai tempi. E dunque, che barba sia! Ma mica quattro peli in croce? Ma no! Barboni imponenti, imperiali, degni di un irsuto guerriero spartano.

Oggi ti guardi in giro e sembri circondato da persone uscite fuori dall’Antico Testamento. Tutta colpa degli hipster e del loro aspetto da boscaioli metropolitani 2.0. Ossessiva è la cura con cui delineano le loro varve e visto che si tratta di un’operazione non semplice, si recano fieri nei barber shop che stanno spuntando come funghi in tutti i paesi (anche in Italia). Non semplici barbieri, ma laboratori di pelosità figa e modaiola.

Come se non bastasse, arriva la tendenza nella tendenza: la Barba Natale. Già, puntiamo dritti verso le festività, ci raduneremo con amici e parenti, e allora perché non agghindare le barbe con accessori e glitter? A lanciare la tendenza sono stati due ragazzi dell’Oregon – Brian e Jonathan – che sul loro profilo Instagram (‘thegaybeards’) hanno postato la versione “gold beard”, ovvero barba ricoperta d’oro, ripresa immediatamente dai più noti network internazionali. Da quel momento in poi, la rete si è scatenata e ognuno ha proposto una versione personalizzata della “barba di Natale”: c’è quella luminosa, quella con i Lego, quella con le stelle filanti, con i coriandoli e non manca nemmeno quella con mini palline in vetro con i classici colori rosso-verde-oro.

Il fenomeno ci è decisamente sfuggito di mano.

Fabrizio Brancaccio

 

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