Avrei sposato Frida Kalo

Diego Rivera era tra i massimi esponenti della pittura Messicana, famoso per i grandi murales a sfondo politico e per la sua naturale capacità di infilarsi nel letto di qualsiasi donna. Frida voleva fare il medico, anche se sentiva qualcosa ribollire in lei. Una donna forte e questo non è un modo di dire. Ebbe un incidente tremendo e fu costretta a letto, ingessata dal busto in giù. E lei cosa fa? Vede in ciò l’occasione per esprimersi come non aveva ancora mai fatto. Prima dipinse il busto, poi chiese uno specchio sul soffitto in maniera tale da poter ritrarre se stessa. Aveva una tela, pennelli e tanta fantasia. Il talento, quando nasce dal dolore, è un fiume in piena, inarrestabile. E Frida era inarrestabile. Così, bastone alla mano, lavori nell’altra, ha bussato alla porta di Diego. Una grande passione la loro, storta e profonda come il loro essere. Lui sciupafemmine incallito, lei dispensatrice di meraviglie. E fu amore e fu rivoluzione. È stata tra le storie più tormentate di tutti i tempi: si promettono l’un l’altro, si sposano ma – come dice De André – “la passione spesso conduce a soddisfare le proprie voglie”. Così ogni incontro è un’occasione da non mancare, ogni bicchiere di vino il preludio a qualcosa. Soffre, tollera e tenta di far lo stesso, Frida, ma è lì per lui. Per Diego. Per quell’omone goffo e gonfio.frida_kahlo

Tradimenti e amori forti. Frida dividerà il suo letto con decine di uomini e donne – letterati, politici, scrittori ma nulla è paragonabile alle emozioni che prova con Diego. Sarà questa la loro vita: una giostra assurda di amore e disperazione, di lettere struggenti con firme di rossetto e poesie dimenticate nei cassetti. E intanto con Diego urla, passa notti insonni, capelli tagliati. Ira, violenza, addii e ritorni. E poi tutto da capo. Questo porta sulle sue tele: una Madonna addolorata, una Santa, una strega. Non è mai semplice distinguere nelle sue opere l’amore dal dolore. Il dolore fisico dovuto all’incidente ma soprattutto il dolore di amare Diego ma non riuscire mai ad averlo davvero. Ci lascerà a quarantasette anni Frida e Diego Rivera scriverà di aver realizzato troppo tardi che la parte migliore della sua vita è stata il suo amore per lei. Viviamo in un tempo in cui ci insegnano a reprimere i sentimenti, a innamorarci e non confessarlo, a voler sentir qualcuno ma a non chiamarlo, a voler dir qualcosa e a morderci la lingua prima che accada. In Frida è assente il pudore del rifiuto, del ridicolo, di tutti quei retaggi che ci forzano a relegare i nostri sentimenti in un angolo buio e remoto del nostro cuore. Frida ha riconosciuto nell’amore per Diego qualcosa di assoluto, d’indomabile e si è lasciata consapevolmente travolgere. Ogni giorno è il primo giorno della nostra nuova vita. Io avrei sposato Frida Kalo.

Antonio Selicato

 

 

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