L’auto del futuro sarà senza pilota

Auto senza pilota
Fonte immagine: lastampa.it

L’auto del futuro sarà senza pilota

Immaginatevi tra vent’anni: magari mentre andate a lavoro, un micro telecomando (o forse un’app personalizzata dello smartphone) aprirà la portiera della vostra auto, imposterete il navigatore di bordo come fanno i piloti di linea oggi e, senza bisogno di schiacciare frizione e acceleratore, il vostro veicolo si metterà in moto automaticamente per scarrozzarvi fino a destinazione in piena sicurezza. Un sogno a occhi aperti? Forse, ma ancora per poco.

Auto senza pilota

Fonte immagine: lastampa.it

Molte aziende automobilistiche stanno investendo fior di quattrini nel settore dell’automazione, nulla di inquietante e distopico, niente di asettico e pericoloso, l’obiettivo è quello di ridurre a zero l’incidenza degli errori umani durante la guida. La sicurezza assoluta, così dicono.

Da sei anni, Google, sta testando le sue auto robot sulle strade della California e del Texas, due milioni di chilometri percorsi e soltanto 16 incidenti verificatisi (non gravi e non imputabili all’autoguida). Il colosso di Mountain View nato grazie al talento di Larry Page e Sergey Brin punta ad abbattere quel 94%  di incidenti su strada causati dai nostri limiti fisici e ci sta provando con una ventina di Lexus dotate di visibilità a 360° in grado di “estendersi” fino a 180 metri.

Il 2019 sarà l’anno in cui vedrà la luce la Apple Car – elettrica e automatica – a cui starebbero lavorando in gran segreto centinaia di ingegneri di Tim Cook (faranno la fila anche per la melamobile?), l’anno seguente verranno presentati invece i progetti di Nissan, Mercedes e Audi. La Volvo predica maggiore prudenza, nel 2017 lancerà il programma Drive Me che vedrà cento utenti reali viaggiare su vetture che si autoguideranno per le strade pubbliche della Svezia (a Goteborg) su superstrade senza pedoni, ciclisti e immissioni di traffico. I piloti saranno scelti in un campione rappresentativo di clienti, compresi gli scettici dell’automazione.

Distrazioni, colpi di sonno e avventatezza verranno spazzati via da algoritmi precisi e sicuri, anzi safety come dicono gli esperti. Uno studio dell’Eno Center for Transportation afferma che se l’automazione riuscisse a conquistare anche solo l’1% del mercato automobilistico sarebbe in grado di salvare 1.100 vite umane. La cifra aumenterebbe di venti volte se l’autoguida dovesse essere in seguito supportata da imposizioni normative.

Più sicurezza e minor traffico. Quali sono i limiti attuali? Il prezzo in primis. Oggi la differenza tra un’autovettura tradizionale e un’automatica (meglio definirla semiautomatica) è di circa 5 – 6 mila dollari (pilota automatico in autostrada con cambio di corsia), la totale automazione costerà circa il doppio, non proprio bruscolini.

Altro problema? L’intelligenza artificiale blocca i prototipi robot in mezzo alla strada per eccesso di prudenza e perfezionismo (in stile scuola guida, per intenderci) e questo mal si concilia con la naturalezza e scorrevolezza del traffico urbano. Inoltre c’è il problema della vulnerabilità agli attacchi informatici di auto che in futuro saranno sempre più connesse a sistemi in grado di visualizzare mappe e strade. Sottigliezze a cui molte aziende stanno già lavorando per sfornare il prima possibile le auto del futuro. L’unica vostra preoccupazione sarà quella di allacciare la cinture di sicurezza, al resto penseranno loro: le macchine!

Di Fabrizio Brancaccio

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