Associazione Borbonica Sotterranea: la Via delle Memorie

Associazione Borbonica Sotterranea
Immagine: Fernando Alfieri Foto
La Via delle Memorie (2)

Immagine: Fernando Alfieri Foto

Nell’agosto 2013, Gianluca Minin ed Enzo de Luzio iniziano a scavare all’interno di una cisterna del ‘600, adiacente alla Galleria Borbonica, cercando il passaggio verso il ricovero bellico del Palazzo Serra di Cassano, utilizzato per diverso tempo anche dall’ex Presidente delle Repubblica Giorgio Napolitano; dopo diversi mesi, il passaggio emerse dai detriti consentendo di entrare in una serie di ambienti di epoche diverse, su più livelli collegati da bellissime scale.

Tutto risultava in gran parte riempito da detriti derivanti dai resti degli edifici bombardati nella parte alta di Monte di Dio e versati subito della guerra nei pozzi; i componenti dell’Associazione Borbonica Sotterranea, con l’aiuto di decine di volontari, hanno rimosso tutti i materiali consentendo il recupero di una porzione rilevante del sottosuolo della città. Gli ambienti superiori costituiscono le cave da cui fu estratto il tufo per la realizzazione del primo insediamento cinquecentesco dell’edificio e per quello che diventerà nel 1718 il nuovo palazzo della famiglia Serra di Cassano, su disegno di Ferdinando Sanfelice.

La via delle Memorie

Immagine: Mauro Palumbo

Durante il periodo bellico, si ampliò la scala già esistente di collegamento tra il palazzo con i suoi ambienti sotterranei, che furono opportunamente allargati e modificati. All’interno del ricovero, esiste un ambiente riservato alla Milizia Fascista dove c’era il telefono che consentiva ai militari di coordinare le loro funzioni operative anche durante i bombardamenti. La scala è costituita da 115 gradini che, partendo dal basso, terminano sotto il pavimento dello spazio polivalente Interno A14 gestito dal presidente Vincenza Donzelli. Proprio qui, la soglia di pochi centimetri sarà demolita dal basso nel momento dell’inaugurazione del percorso, ripristinando il passaggio chiuso dopo la guerra.

Sotto una montagna alta 15 metri dei detriti è stata, inoltre, rinvenuta una seconda scala monumentale che collega gli ambienti superiori con il sottostante acquedotto della Bolla; una meravigliosa cisterna di fine ‘600 si presenterà riempita d’acqua: in passato, l’acqua veniva prelevata direttamente dal cortile minore del Palazzo Serra di Cassano attraverso un pozzo profondo 36 m. Il percorso prosegue poi fino ad un’enorme cisterna, all’interno della quale è stata creata una coltivazione di funghi cornucopia dal profumo intenso.

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