Area Marina protetta di Punta Campanella

 

Punta Campanella, il promontorio che guarda i faraglioni di Capri e divide il Golfo di Napoli da quello di Salerno, ha dato il nome all’Area marina protetta più longeva della Campania.

Diretta dal direttore Antonino Miccio, fu istituita nel 1997 e conta 31,33km di costa che attraversa la costiera sorrentina e la costiera amalfitana, da Sorrento a Positano. Un luogo straordinario, dove storia e mito si fondono insieme ad una natura rigogliosa ed un paesaggio mozzafiato.

Per visitarla, siamo partiti dal porto di Salerno e costeggiato tutta la costiera Amalfitana dal mare. Già solo lo spettacolo della costa via mare è stato davvero spettacolare: le pareti rocciose a picco sul mare nelle quali si trovano numerose torri saracene che servivano a proteggere la costa dagli attacchi dei pirati, ed i coloratissimi paesini dai colori pastello di Amalfi, Positano, Maiori, Minori… Incastonati nelle rocce.

Un territorio ricchissimo di storia, cultura, mito, leggenda, archeologia e tradizioni, circondato da un mare trasparente e numerose baie, calette e testimonianze di antiche civiltà, fino ad arrivare alla punta più estrema che divide la Costiera Amalfitana dalla Costiera Sorrentina.

Con i faraglioni di Capri di fronte, eccoci a Punta Campanella con il faro e l’antica torre di avvistamento saracena, dove un tempo sul promontorio, frequentato dapprima dai Micenei e poi dai Greci, che vi realizzarono un tempio dedicato ad Athena protettrice della navigazione. In seguito, passò nel IV secolo sotto il dominio dei Sanniti, ai quali appartiene la famosa iscrizione qui ritrovata (III-II a.C.), in cui si cita la realizzazione di un approdo nell’insenatura di levante per raggiungere il santuario dedicato a Minerva (divinità italica equivalente ad Athena).

Punta Campanella

Il santuario e il culto perdono importanza con la conquista romana, quando questo tratto di costa diviene principalmente il punto di imbarco per raggiungere Capri divenuta, con Tiberio, residenza imperiale. Il santuario doveva trovarsi nel primo terrazzamento laddove nel 1335 è stata realizzata la torre di avvistamento.

Strabone descrive il golfo di Napoli nell’età romana come una unica città con un susseguirsi ininterrotto di ville da Miseno fino a Punta Campanella mode Baianum (costruite sullo stile architettonico delle ville di Baia) e in penisola restano tracce di questa ricca edificazione con innumerevoli resti murari, ninfei, peschiere, banchine di attracco e cunicoli scavati nella falesia che confermano quanto descrittoci dagli autori antichi. L’articolazione degli spazi e la struttura di queste dimore lussuose rappresenta un unicum nell’architettura romana.

Dallo studio della disposizione degli ambienti, per lo più senza uno schema rigido, infatti, si percepisce che tutto era in funzione dell’adattamento degli spazi alla fruizione del paesaggio. In particolare nel tratto di costa prossimo a Sorrento si conservano, a ridosso della costa, i resti della Villa di Agrippa Postumo e la villa annessa al c.d. Bagno della Regina Giovanna, due tipici esempi di ville marittime, suddivise tra un settore residenziale ed un settore marittimo.

Ma se da sopra il mare quest’area marina protetta è meravigliosa, con un’immersione subacquea lo è ancora di più, lasciandovi davvero a bocca aperta. Lo scoglio del Vervece, situato a circa mille metri dal porticciolo di marina della Lobra (Massa Lubrense), è un vero e proprio Santuario del mare per la presenta a -12 metri di profondità di una statua di una Madonnina sommersa che protegge le immersioni dei su.

Dalla superficie al fondo, il Vervete racchiude tutto il fascino dell’immersione nel Mediterraneo.

Appena sotto il pelo dell’acqua, le pareti sembrano giardini fioriti ricoperti da margherite di mare (Parazoanthus axinellae) con i polipi aperti in corrente pronti a catturare particelle planctoniche; rosse stelle marine adagiate sulle colonie gialle e centinaia di pesciolini dalle livree multicolori, Gorgonie e piccole conchiglie fusiformi. Le pareti più profonde situate situate sul versante settentrionale affascinano per la presenza di imponenti foreste di gorgonie rosse.

Anna Pernice
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