ANNAH NON ERA UNA SEMPLICE COLF. ERA LA PRIMAVERA.

Quando Annah mi ha detto che quello sarebbe stato il suo ultimo mese di lavoro a casa nostra, mi è caduto il mondo addosso. Dopo dieci anni di collaborazione si è instaurato un forte legame di fiducia, di affetto, quasi di dipendenza.
Annah è la nostra domestica, viene dall’Ucraina e nel suo paese è un ingegnere. Vive da tanti anni in Italia: ha dovuto adattarsi, si è sacrificata, per inviare i soldi a casa e permettere alla sua famiglia di condurre una vita dignitosa. È riuscita a far andare sua figlia all’università e adesso anche suo nipote.
Solo quando mi ha comunicato la sua decisione di andarsene, per tornare a godersi i frutti di tutto il suo lavoro nel suo Paese, solo in quel preciso istante, ho realmente realizzato quanto sia stato importante per me e la mia famiglia poter contare su di lei. Non solo, e non tanto, per la sua efficienza e capacità sul lavoro, ma per la tranquillità che mi dava sapere che a casa c’era lei, almeno per quelle due mattinate settimanali. È l’unica persona che abbia avuto le chiavi di casa mia: non le avrei lasciate neanche ai nostri parenti più stretti. Accoglieva mia figlia al ritorno da scuola, mentre io ero in ufficio. Le cucinava i suoi piatti preferiti, ma ogni tanto le preparava anche delle buonissime pietanze tipiche della sua terra: le ha permesso di crescere e di conoscere altri mondi attraverso la sua cucina e i suoi racconti. Ogni anno, dopo il freddo e piovoso inverno, trovavo i vasi risistemati fuori al balcone, con dei bellissimi fiori colorati che iniziavano a spuntare. Era primavera.
E adesso? Un mare di domande inizia ad affollare la mia mente. Come farò a trovare un’altra persona come lei? Come potrò fidarmi di una persona estranea? E se non fosse onesta? Come farò a seguirla se lavoro tutto il giorno? Come farò a lasciare mia figlia sola con lei? E se… se… se…
Tante, tantissime domande. Ma nessuna risposta.

Troppo spesso si tende a sottovalutare il ruolo determinante che queste persone hanno all’interno del nostro Paese. Per alcuni sono individui di serie b, da sfruttare, malpagare e trattare come se non fossero degni di godere dei loro diritti; per altri sono solo delle “immigrate” che “vengono a rubare il lavoro agli italiani”. I dati reali, invece, ci dicono che badanti e collaboratrici domestiche sono la colonna portante della nostra economia, della nostra società e delle nostre famiglie. All’interno di questa platea di lavoratori della cura, le colf (circa 510mila, il 58% del totale) prevalgono sulle badanti (375 mila, il 42%). Quanto alle aree di provenienza, la parte del gigante la gioca l’Est Europa (il 46% del totale, ma oltre il 60% tra le badanti) mentre al secondo posto c’è l’Italia (24%), seguita da Filippine e America Latina (Dati Inps). Sono un patrimonio inestimabile. Sono coloro che ci permettono di lavorare, di viaggiare, di andare in vacanza, mentre loro si occupano delle nostre case e dei nostri anziani.

Dal giorno in cui Annah è andata via, a casa non è più primavera.

Mirella Paolillo

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