Anfisa Letyago: dalla tundra siberiana alla consolle

Anfisa Letyago

Tempo di lettura: l’attesa al colloquio per il tuo nuovo lavoro.

Questa è la storia di una ragazzina cresciuta in una foresta della tundra siberiana orientale che aveva un sogno: diventare una giovane dj di successo internazionale.

Anfisa Letyago è una siberiana doc, nata 25 anni fa in un villaggio di pescatori e minatori di oro e diamanti. “In Siberia si vive a -60° – racconta – vita sociale scarsa, si cucina, si mangia, si sta insieme, si accende il camino. Una vita molto semplice, anche perché lì non è che ci sia molto da fare: o si va a caccia, o a pesca, o a lavorare nelle miniere. Io lavoravo nell’orto con mia nonna, andavamo a raccogliere i funghi e avevamo un allevamento di husky”.

Bellezza pulita e mai eccessiva, naturalezza e semplicità.

Anfisa piace molto al suo pubblico. Anche per la sua storia particolare, iniziata in Siberia e proseguita in Italia.

Sua madre, sposata con un italo-canadese, già viveva da quattro anni in Calabria, a Soverato, insieme alla figlia più piccola, quando decise di acquistare un biglietto di sola andata per l’Italia anche ad Anfisa, nonostante lei, ormai diciottenne, desiderasse ritornare in Siberia dagli amici e dalla nonna. Vissuta per quasi due anni a Soverato, ha iniziato a lavorare subito sia per impostazione culturale, ma anche per necessità economica. “Ho iniziato facendo la shampista, la raccolta delle olive, la barista, lAnfisa Letyagoa cameriera, la pasticciera, la ballerina in discoteca. Di notte facevo la dj, alle 4 del mattino dovevo staccare e alle 5 andavo al bar perché facevo anche la chiusura; alle 5:30 dovevo aprire la pasticceria e infornare velocemente i cornetti perché alle 6 dovevo già aprire al pubblico. Sono stati mesi davvero duri. Nel frattempo mi sono anche iscritta a scuola, perché il mio diploma non era valido qua e ho frequentato la scuola serale per diplomarmi una seconda volta”.

Come spesso accade in Italia – soprattutto al Sud – Anfisa si è dovuta misurare subito con uno dei mali sociali più diffusi e radicati: il pregiudizio. Da qui, la decisione di lasciare lavori sottopagati e dedicarsi alla sua grande passione: la musica  con l’obiettivo di intraprendere la carriera di dj. “Quando sono arrivata qui è stato un grande colpo perché non ero mai stata fuori da dove ho sempre vissuto, in Siberia. L’unica mia esperienza era stata vivere qualche mese a casa di mio zio a San Pietroburgo, che già mi sembrava una città caotica rispetto al mio Paese, dove invece si stava bene perché era molto tranquillo, con l’aria pulita, la natura. È li che ho mosso i miei primi passi da dj, al locale di mio zio, per gioco. Anzi, pensandoci bene, forse anche molto prima: quando avevo 9-10 anni ascoltavo la radio – perché la televisione aveva un canale solo e non si vedeva neanche bene – e sentivo le canzoni; quelle che mi piacevano di più le registravo premendo PLAY e REC insieme e poi facevo delle compilation di tutta la mia musica preferita. Da lì ho iniziato a fare le prime ricerche musicali, ma ancora non pensavo proprio di fare la dj. Poi da mio zio ho avuto la possibilità di fare delle prove pratiche”.

La sua carriera da dj professionista, invece, ha inizio quando si trasferisce a Napoli. Spesso i rapidi cambiamenti e i grandi successi hanno una matrice comune: l’amore. Sono bastati una serata in discoteca a Pietragrande e un giovane documentarista napoletano – che in quel periodo stava girando una fiction in Calabria a dare una svolta alla carriera e alla vita della giovane e talentuosa apprendista dj. “Quando l’ho conosciuto gli ho subito inviato un video per promozione e gli ho detto che volevo fare la dj a Napoli, perché lui è di Napoli e io sapevo che era una città più sviluppata, più grande, e avrei potuto fare di più. Quando sono arrivata, infatti, ho iniziato a lavorare nei locali in maniera professionale. All’inizio sono andata in crisi, è stato difficile ambientarmi in una città caotica come Napoli, mi sembrava tutto strano, tutto contro le leggi, contro natura. Poi mi sono abituata e adesso non ci faccio più caso, anzi, quando vado fuori per lavoro, in città più tranquille, mi sembra tutto più lento, più pesante.. non sono più abituata!”.

Ma, come in ogni professione, le chiavi del successo sono sempre studio, preparazione e competenza. Il master per dj conseguito da Anfisa ha completato la sua formazione, la forte passione per la musica e la grande predisposizione e dedizione al lavoro hanno fatto il resto. Quello del dj è senza dubbio un lavoro affascinante, ma anche molto stressante e faticoso. Potrebbe sembrare facile, ma per far divertire le persone, ci vuole disponibilità e tanto spirito di sacrificio. La sua storia racconta proprio questo: Anfisa lavorava in campagna già a 12 anni, così come molte sue connazionali. Perché in Siberia funziona in questo modo: le donne lavorano più degli uomini, anche a livelli manageriali. Una stranezza rispetto alla realtà italiana, in cui primeggiano ancora le cravatte nei ruoli di comando. Probabilmente questa è un’eredità dei periodi di guerra, in cui gli uomini venivano reclutati e le donne dovevano prendere in mano le aziende e mandare avanti l’economia. Questa sua peculiarità culturale l’ha aiutata molto nella sua attività, perché, proprio grazie alla sua dedizione e professionalità, è stata notata da David Guetta, che ha deciso di portarla con sé al Pacha di Ibiza. In poco tempo Anfisa Letyago è riuscita ad allacciare importanti collaborazioni ed è diventata una delle dj girl più richieste nei top club delle più grandi città italiane ed europee. Tuttavia essere una donna dj di fama internazionale, in un ambiente fatto di quasi soli uomini, non è compito semplice. “È un mondo molto maschilista, fatto di pregiudizi. Bisogna stare molto attenti, bisogna lavorare, studiare e dimostrare quanto si vale come dj. E non come dj donna o dj uomo, ma come dj. È necessario aprire la mente sotto il punto di vista musicale e delle produzioni, anche per saper interagire con un dj uomo e dimostrargli che tu sei capace, sei all’altezza, hai grande esperienza e voglia di fare. Quando lo iniziano a capire, ti aprono le porte”.

Attualmente Anfisa Letyago collabora con importanti firme della moda, tra cui Italia Indipendent. I suoi dj set sono la colonna sonora dei party ufficiali del brand di Lapo Elkann, per cui sviluppa e co-produce una compilation ufficiale destinata agli store di tutto il mondo. Grazie al suo fascino e al suo talento è riuscita in poco tempo a farsi conoscere ed apprezzare in un contesto internazionale. “In realtà ho dovuto imparare solo la tecnica, perché poi è stato tutto spontaneo. Ho un’attitudine naturale e un buon orecchio musicale, ma soprattutto mi piace la tecnologia, mi piacciono i software, le consolle, mi piace studiare i mixer, conoscere le tecniche. Io apprendo molto velocemente, quindi mi viene anche facile: mi basta guardare altri dj suonare e capisco subito la tecnica. La prima cosa che ho fatto, senza saper suonare, è stata comprare la consolle e iniziare a provare e nel giro di pochi mesi ho imparato la tecnica. Ad oggi ancora non produco, però faccio dei mashup, dei bootleg e qualche remix”.

Per la sua storia e la sua esperienza, Anfisa rappresenta certamente un’icona e un modello di riferimento per tante ragazze che sognano di diventare delle star della consolle. I suggerimenti che darebbe ad una dj nascente rispecchiano perfettamente il suo modo di essere: “Consiglio di aprire la mente, ascoltare tutti i generi, conoscere i produttori di dj. Ascoltare sempre, sentire, fare le ricerche, capire, studiare le tecniche. Comprarsi una consolle ed esercitarsi a casa aiuta molto e anche andare a sentire suonare gli altri dj. Per me il confronto musicale è stato molto importante, anche ad Ibiza, quando sono andata lì per la prima volta e ho sentito suonare i dj internazionali: Daddy’s Groove, David Guetta, Showtek e tanti altri. Io li ho visti all’opera ed è un confronto che ti aiuta anche dopo, con il tempo. Negli anni ‘70 e ‘80 le icone erano le star delle rock band: tutti i ragazzini, i giovani, ascoltavano e guardavano le rock band famose, quelle più forti, e sognavano di diventare cantanti, bassisti, o chitarristi. Oggi sono i dj i nuovi idoli dei giovani”.

La grande passione per la musica è la forza che la spinge ad andare sempre più lontano, a fare sempre di più. Il suo cuore batte a ritmo di musica disco, ma nel suo spirito vive un’anima rock. Il suo sogno nel cassetto, infatti, è quello di suonare la chitarra elettrica in una rock band. “Ascolto musica rock e mi piace suonare la chitarra elettrica. Ma alle mie serate suono perlopiù EDM e musica dance, quella che fa ballare. Poi, nei party diversi, come quelli di Italia Independent o in altre occasioni più soft, suono un deep house o una musica molto rilassante, da intrattenimento”.

Nonostante sia ancora molto giovane, Anfisa ha le idee chiare sul suo futuro: vuole continuare a girare il mondo e fare la dj. Magari in America, dove avrebbe la possibilità di confrontarsi con una realtà musicale complessa e competitiva, ma allo stesso tempo ancora più stimolante ed entusiasmante. “Se voglio fare un salto di qualità con il mio lavoro, andare in America sarebbe l’occasione per vivere una grande esperienza. Anche perché lì c’è una considerazione di te come artista, qui è molto complicato. Però vorrei continuare a vivere in Italia. Ho tanti progetti per il futuro: vorrei aprirmi uno studio di registrazione tutto mio, perché  adesso mi appoggio ad uno esterno con la mia produzione. Ma diventare manager.. quello no, non credo. Finché mi piacerà suonare, dovrò essere io la protagonista e far sentire alla gente quello che sento io, perché attraverso la mia musica riesco ad esprimere me stessa. Forse riuscirò ad insegnare a qualche artista più giovane, come hanno fatto i Daddy’s Groove con me. Ho tanti progetti, ancora tanti sogni da realizzare”.

Il percorso che l’ha portata fin qui da quel piccolo villaggio della Siberia in cui è nata e cresciuta è stato breve ma così intenso da sembrare già lunghissimo. Oggi Anfisa è una donna appagata e soddisfatta, in sintonia con la sua nuova vita partenopea. Ama la sfogliatella frolla e il caffè espresso, adora i suoni, i colori, l’energia e la creatività di Napoli. Giovane, talentuosa e bellissima, Anfisa Letyago raggiungerà ancora tanti traguardi, ma quello più importante l’ha già conquistato: “oggi sono una donna felice”.

di Mirella Paolillo

 

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