Andres Serrano “Piss Christ una provocazione? “Sono un artista cristiano che mette al centro del suo lavoro il simbolismo e la fede”

PISS CHRIST

ANDRES SERRANO

Un semplice scatto, di dimensioni 40 per 60, nei colori dominanti del rosso e del giallo.

Chi lo avrebbe detto che una fotografia avrebbe attraversato fra le più feroci controversie ben tre decadi, continuando tutt’oggi ad essere al centro di dispute nel mondo dell’arte?

Forse non lo avrebbe immaginato nemmeno il suo autore, Andres Serrano, il cui lavoro ha ben altri motivi per esser ricordato.

Classe 1950, di origini honduregna e afrocubana, ma newyorkese di nascita il fotografo, che in oltre quarant’anni di carriera vanta mostre nei più importanti musei e gallerie del mondo, poteva forse prevedere almeno in parte la bufera mediatica che lo avrebbe investito.

In quell’immagine evanescente e fluttuante si possono riconoscere i contorni di un crocifisso e i tratti del Cristo agonizzante.

Un’immagine drammatica, che nel vortice di luci gialle e rosse, può evocare nel fruitore la condizione complessa nel quale vessa il mondo della cristianità, ed essere intesa come uno spunto di riflessione sulla dimensione spirituale dell’uomo in epoca moderna.

Tutto ciò sarebbe ben accolto dalla società perbenista se non fosse che il crocifisso in questione è immerso nell’urina: da qui il titolo dell’opera e la diatriba che ne è derivata: “Piss Christ”.

Dalle minacce di morte dei fanatici religiosi alla vera e propria distruzione della fotografia nel 2011, per mano di alcuni fondamentalisti cattolici francesi in visita alla sua esposizione al Palm Sunday, passando per sit-in di protesta della Lega Cattolica degli Stati Uniti d’America, quest’opera ha segnato indelebilmente la vita di Serrano, rendendolo famoso in tutto il mondo e divenendo un vessillo per chi difende la libertà di fare arte fuori dalle convenzioni e dai condizionamenti sociali.

Dopo oltre trent’anni “Piss Christ” continua a dare scandalo, ciò ci dice molto circa la nostra cultura e sul suo immobilismo.

DICE SERRANO

C’è ancora chi vede questo scatto come una specie di “opera dell’anti-Cristo”, ma chiaramente non è così.

PISS CHRIST

Sono nato e cresciuto con un’impostazione culturale fortemente cattolica e sono stato un cristiano per tutta la vita. La fotografia può avere diverse chiavi di lettura: questo vale per ogni lavoro artistico.

Un tentativo, quello di Serrano, di portare il concetto di fede fuori dal dogma e dentro la vita dell’uomo, trasgredendo (per sua stessa ammissione) le regole precostituite.

Cicli di lavori come Holy Works, The Morgue e History of Sex utilizzano il simbolismo e un’estetica vicina a noi al fine di coinvolgere piuttosto che scioccare.  

L’iconografia cristiana viene così manipolata dall’artista trasponendola in un linguaggio contemporaneo.

ANDRES SERRANO

Piss Christ è stata recepita come una provocazione ma non era destinata ad esserlo. Se la guardi e pensi che lo sia forse ciò dipende dal tuo modo di vedere la cristianità e ciò che il crocifisso simbolizza: la crocifissione e la morte macabra di Gesù Cristo.

L’opera d’arte è prima di tutto un atto di coscienza. In tal caso è quello di un artista cristiano che mette al centro del suo lavoro il simbolismo e la fede, il corpo e il sangue di Cristo.

Mostrare una realtà scevra dal pregiudizio: cambiano le angolazioni e i soggetti verso cui Andres Serrano dirige l’obiettivo fotografico ma questo rimane un principio inalienabile.

È questo il caso anche dell’ultimo progetto dal titolo Infamous, in cui l’artista affronta il tema del dolore indotto e della tortura attraverso la storia e fino ai giorni nostri.

Un argomento dal forte impatto sociale e sicuramente attuale ma affrontato come sempre lasciando al fruitore la possibilità di dare una personale chiave di lettura.

Non importa quale sarà il tuo progetto futuro o a quale argomento tu decida di dedicarti: ci sarà sempre un gruppo di persone da questa parte del muro che ti applaudirà e un altro dall’altra parte che ti biasimerà.

È meglio restarsene lì seduti su quel muro e lasciare che le opere parlino da sé.

I lavori della serie Infamous non sono un’eccezione.

Sono stati esposti al Nathalie Obadia Gallery di Bruxelles dal 14 novembre 2019 al 4 gennaio 2020 e come tutte le mie opere sono aperte alle più diverse interpretazioni”.

#STORYTELLER: CHIARA REALE

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