America: autodifesa sì, ma a che prezzo?

In America Il dibattito sul diritto all’autodifesa e sulla libertà di possedere armi è sempre acceso

L’ennesima strage in un liceo americano, avvenuta in Florida, per mano di un ex studente, rinfuoca il dibattito, nell’opinione pubblica, sul diritto all’autodifesa e sulla libertà di possedere armi.

Un dibattito sempre sterile poiché il problema non viene mai risolto.

É difficile risolverlo in un Paese in cui il secondo emendamento della Carta Suprema riconosce inviolabile, pari a quello del voto, il diritto ad avere un arma. Ne consegue che quasi 300 milioni di armi sono nelle mani dei civili e che si verifichi in media più di una sparatoria di massa al giorno.

Chi vorrebbe l’abolizione di questo diritto si trova a combattere non solo contro una cultura  atavica che vede nell’uso delle armi motivo d’orgoglio e di patriottismo, ma soprattutto contro i produttori d’armi che, per commerciare liberamente i loro prodotti, finanziano le campagne elettorali dei politici di turno.

Alla proposta di una stretta sulle armi, le lobby, come la potente National Rifle Association, si appellano al secondo emendamento, tralasciando il fatto che questo trovava la sua ragion di essere nella rivoluzione americana, quando i futuri statunitensi dovettero combattere contro i loro “padri” per affermare la loro nuova identità nazionale.

Il potere delle lobby, dopo le stragi, paradossalmente aumenta grazie alla loro comunicazione strategicamente persuasiva che convince gli americani ad armarsi sempre più visto che l’FBI, a loro dire, è incapace di prevedere stragi.

Trump, sostenuto economicamente dal NRA, ha suggerito, durante un incontro con ragazzi scampati a quest’ultima strage, di armare gli insegnanti, logicamente dopo un rigoroso addestramento!

Strana quest’America.

Strano il fatto che un presidente può incoraggiare i cittadini ad armarsi, mentre se mente davanti alla nazione, per salvare il suo matrimonio, rischia l’impeachment!

Sembra quasi di assistere al teatro dell’assurdo con dialoghi capaci di suscitare a volte il sorriso nonostante il senso tragico del dramma che vivono i personaggi.

 

Fabio Marino