Al Teatro Cilea Forbici&Follia, spettacolo con delitto in cui il pubblico è protagonista.

Intervista ad una delle attrici protagoniste, Michela Andreozzi

Arriva al Teatro Cilea lo spettacolo Forbici&Follia, un vero e proprio ‘esperimento sociologico’ teatrale che distrugge e attraversa la quarta parete. Dal format, di grande successo di pubblico e critica, realizzato da Bruce Jordan e Marylin Abrams, nasce la versione italiana di Marco Rampoldi, la cui formazione, passata attraverso il Piccolo Teatro di Milano, dimostra che è possibile coniugare comico e qualità. Esempio ne è Forbici&Follia, in scena a Napoli fino a domenica 17 gennaio. In scena un negozio di parrucchiere in un normale giorno lavorativo, clienti, shampisti e, all’improvviso, un delitto, dell’anziana signora del piano di sopra, proprietaria dell’immobile. Tutti i personaggi sono possibili colpevoli, chi scoprirà l’assassino? Il pubblico, naturalmente, che ‘entra in scena’, diventando protagonista e influenzando il corso delle indagini e la loro risoluzione finale. Sul palco attori comici di grande talento ed esperienza. #3D Magazine ha incontrato Michela Andreozzi, attrice, regista e sceneggiatrice, per approfondire questo lavoro così unico nel suo genere.

– L’interazione con il pubblico è un elemento fondamentale in Forbici&Follia. La difficoltà di questo gioco teatrale sta soprattutto nell’improvvisazione di tutta la seconda parte, che lo rende adatto solo ad attori con esperienza, capaci di gestire un pubblico vario. – afferma l’attrice.

Elemento molto interessante è il lato sociologico, legato cioè alla – comprensione delle dinamiche che si instaurano nella creazione di gruppi, al modo in cui le persone si coalizzano per accusare un personaggio piuttosto che l’altro, è così che lo spettacolo si trasforma in una sorta di “La parola ai giurati” (n.d.r.dramma per il teatro di Reginald Rose del 1954 e film per la regia di Sidney Lumet del 1957) in versione comica –.

L’accostamento teatrale che viene in mente è la commedia dell’arte, per la quale un canovaccio era punto di partenza da cui creare una storia e tutto il resto era affidato al talento degli attori e alla capacità di improvvisare. – È un esperimento nuovo che può sicuramente dare linfa al teatro classico – aggiunge Michela Andreozzi.

Come per ogni professione anche nel mestiere dell’attrice l’essere donna incide notevolmente. – Come ha affermato Patricia Arquette nel suo discorso agli Oscar 2015, siamo ancora indietro e spesso siamo considerate per motivi che esulano dal lavoro stesso. Le pari opportunità sono impari, c’è ancora troppa differenza tra uomini e donne anche con curriculum identici. Abbiamo una marcia in più e una chance in meno, l’essere donna condiziona il mio lavoro perché persiste ancora un vetusto pregiudizio sulle attrici comiche. L’attore Nino Formicola, collega che stimo molto, mi dice spesso: “tu non sei una comica, sei un comico”, io credo che l’umorismo sia universale, di certo noi trattiamo tematiche più vicine al nostro mondo, anche per avvicinare un pubblico femminile ed è un bene, anche perché questo tipo di comicità è ancora poco sviluppato e ciò concede grandi possibilità di miglioramento

ROBERTO CIUFOLI   MAX PISU

MICHELA ANDREOZZI BARBARA TERRINONI

con la partecipazione di

NINI SALERNO E NINO FORMICOLA

in

FORBICI & FOLLIA

DI PAUL PORTNER

UNO SPETTACOLO DI BRUCE JORDAN 6 MARILYN ABRAMS

VERSIONE ITALIANA DI MARCO RAMPOLDI

Scene di                       Costumi                        Disegno luci

Alessandro Chiti             Adele Bargilli                 Stefano Lattavo

Un progetto teatrale di

Gianluca Ramazzotti

REGIA

MARCO RAMPOLDI

Emma Di Lorenzo

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