Adozione per coppia omosessuale, la Corte di Appello di Roma dice sì

Una breccia nel muro dell’oscurantismo contemporaneo, questo fu la sentenza che nell’agosto del 2014 il Tribunale dei Minori di Roma emise a favore di due donne, coppia omosex, consentendo loro l’adozione di una bimba. Fu il primo caso in Italia.

La decisione di primo grado è stata confermata pochi giorni fa dalla Corte d’Appello della Capitale, che ha riconosciuto la “stepchild adoption” per la coppia omosessuale, istituto anglosassone già diffuso in tantissimi paesi europei.

Di cosa si tratta. La stepchild adoption (letteralmente ‘adozione del figliastro’) consiste nell’adozione, da parte di uno dei due componenti di una coppia, del figlio naturale o adottivo del partner. Può dunque riferirsi sia a coppie eterosessuali che omosessuali, anche se viene comunemente riferita a coppie dello stesso sesso.

La storia. La coppia di donne, che vive a Roma dal 2003, ha avuto una bimba all’estero attraverso il ricorso alla procreazione assistita eterologa, per realizzare un progetto di genitorialità condivisa. Il Tribunale dei Minori di Roma aveva accolto il ricorso presentato per ottenere l’adozione della figlia da parte della mamma non biologica, appunto la “stepchild adoption”, già consentita in altri Paesi. Le due donne, sposate all’estero, si erano rivolte all’Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i Minori, per procedere con il ricorso per l’adozione. Hanno vinto una battaglia non semplice, una goccia che sembra destinata a diventare oceano grazie a una giurisprudenza favorevole che funge da apripista e spinge la politica a velocizzare un iter parlamentare complicato.

Il testo base riguardante la disciplina sulle unioni civili nel nostro Paese, depositato in commissione Giustizia al Senato e di cui è relatrice l’onorevole Monica Cirinnà, è stato votato favorevolmente a inizio anno da Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle. Ora la palla passa all’Aula e l’opposizione giocherà la carta dell’ostruzionismo per mettere i bastoni tra le ruote a un provvedimento che rivoluzionerà tutele e diritti.

Anche l’Italia avrà presto una buona legge“: parola di Cirinnà.

 

Fabrizio Brancaccio

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