Addio ai cari vecchi negozi

I centri storici, ricchi di botteghe, localini e piccoli negozi stanno alterando la loro fisionomia

Nella nostra epoca è in costante aumento il numero di utenti che preferisce acquistare online quello di cui ha bisogno. Il consumatore è sempre più digitale: si informa sul Web, accede a prodotti e servizi di tutto il mondo e con un semplice click, comodamente seduto in poltrona, guidato da feedback, riesce a rifornirsi senza passare ore in negozi affollati, esercizio che gli permette di dedicare il suo tempo a cose più piacevoli.

Certo acquistare qualcosa ad un prezzo conveniente, oltre che a non impoverire il borsellino, mette anche allegria.

Ma proviamo a considerare il rovescio della medaglia.

I bassi prezzi sono il risultato della riduzione dei costi di produzione esercitati delle imprese con abbassamenti salariali. Inoltre, dietro lo spettro del licenziamento, gli imprenditori obbligano i propri dipendenti a lavorare con ritmi serrati quasi fossero dei robot, macchine già presenti in molte aziende per sostituire una manovalanza che ormai sta diventando sempre più precarizzata e sempre più povera.

Altro aspetto da considerare e che ogni giorno chiudono migliaia di attività schiacciate dal successo degli e-commerce che stanno sostituendo, come uno Tsunami, il retail classico composto da grossisti e dettaglianti.

Le città stanno cambiando aspetto: quelle vie e quei centri storici ricchi di botteghe, localini e piccoli negozi lentamente stanno alterando la loro fisionomia cedendo il passo a negozi cinesi o a temporary stores.

É diminuito il passeggio in cerca del vecchio negozio preferito in cui non solo si comprava, ma ci si soffermava a chiacchierare del più e del meno con il venditore, con la vicina, con l’amica o con l’anziano che, parlando, riusciva a combattere la solitudine.

Per ogni bottega che chiude c’è una perdita di conoscenze, di competenze e di un pezzetto di storia locale che scompare, ma quel che è peggio è che insieme alle piccole economie di quartiere si sfaldano le relazioni sociali che ne scaturivano.

Per superare queste iatture i negozi tradizionali non devono rimanere fermi al palo, per restare a galla, devono inseguire i clienti su qualunque canale, mettere in pizza i loro articoli, cavalcare il digitale e le sue sempre nuove tecnologie.

Fabio Marino