A volte diventa una forma d’arte

Il tatuaggio è nato nell’Età del Ferro, tra il 1200 e il 1000 a.C, e ha vissuto diversi periodi d’oro e altrattante fasi di declino:  dalla ripresa di fine Ottocento al boom degli anni ’20 e ’30, fino ai giorni nostri. Con il termine ‘tatau’ le popolazioni indigene indicavano la pratica di disegnare con l’inchiostro sotto la pelle. Sono numerosi i resoconti di viaggiatori e marinai che di ritorno dalla Polinesia, Oceania e Sud- Est asiatico hanno raccontato di donne bellissime con la pelle decorata. La moda approdò in un secondo momento in Europa passando così da espressioni di poche sottoculture ad una pratica diffusa in tutti gli strati sociali. Dalla stella, al cuore, alla scritta in lingua cinese  o giapponese fino alla frase struggente in quella latina, utilizzata spesso, però,da chi al liceo non riusciva a raggiungere neanche la sufficienza alle versioni. Molto ‘fashion’  è l’incisione della lettera iniziale del proprio partner sulla pelle, i più furbi hanno optato per quella dei figli perché nulla sembra essere per sempre.

 

Emanuela Belcuore

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