VORREI VIVERE IN UN PAESE DOVE IL GENERE NON SIA UN MOTIVO PER DISCRIMINARE QUALCUNO

Con la sua voce e i tatuaggi ha rivoluzionato il mondo della radio, ma chi è La Pina?

Dj, musicista, scrittrice, autrice di testi, conduttrice, La Pina è una donna dal multiforme ingegno.«Mi fa un po’ paura, è una definizione da creatura mitologica. In realtà sono curiosa come una scimmia ed è per questo che mi interesso di tante cose. Quella che mi riesce meglio è la radio, le altre sono passioni, a cui cerco di dare sfogo, ma senza pretese». Tra queste, le tante incursioni nel campo musicale. «La musica ha accompagnato sempre la mia vita.– racconta – Si può dire che l’abbia sposata, con mio marito Emiliano Pepe, che è un super musicista. Cerchiamo sempre di creare il sottofondo giusto. Anche al mio libro, “I love Tokyo,” abbiamo abbinato una colonna sonora, cercando di arricchire il nostro immaginario, che è fatto di parole, ma anche di immagini e canzoni».

Come il titolo lascia intuire, “I love Tokyo” è dedicato al Paese del Sol Levante, grande passione de La Pina. «Nel libro ho rimesso in ordine i pensieri sul Giappone. L’idea era di trasportare le persone in un luogo che mi ha dato tanto e che, secondo me, rende migliori le persone. Una vera e propria missione. L’ho dedicato a chi è stato in Giappone, per un dolce ricordo, a chi vuole andarci, per ‘istruzioni per l’uso’, e a chi non ne ha la possibilità. Nell’ultimo caso il racconto rappresenta il viaggio stesso».

Una donna forte, che si è impegnata in più di un ‘mestiere da maschi’. «Misurandomi anche in ambiti poco esplorati dalle donne, mi sono trovata sempre bene. Essere donna non è un ostacolo per me, lo è stato per altri che non sono in grado di adeguarsi ai nostri tempi». Un’apripista per altre donne, pronte ad iniziare un cammino diverso? «Non saprei, spero di essere stata d’ispirazione, come tante lo sono state per me. Vorrei vivere in un paese dove il genere non sia un motivo per discriminare qualcuno».

E, ancora, la beneficienza. «Ogni anno, seguo un progetto di SOS Villaggi dei Bambini. Non nego sia difficile: non sappiamo neanche noi come, ma riusciamo ad ottenere gli obiettivi che ci prefiggiamo. In Italia ci sentiamo troppo spesso impotenti, in realtà è sufficiente rimboccarsi le maniche e agire, per capire che si può fare.Siamo abituati a ragionare per compartimenti stagni, io mi sono dedicata davvero ai miei progetti, a voltepersino troppo. Riguardandomi indietro, mi sembra di aver vissuto 100 vite, un po’ come i miei tatuaggi, che sono tutti diversi. Questa sono io».

 Se volete contribuire ai progetti de La Pina: www.sositalia.it/lapina

 

Emma Di Lorenzo

 

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