Vita e sogno: ciò che sembra irrazionale può aiutarci a capire la realtà

Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni scriveva W. Shakespeare e allora perché due processi che ci appartengono come la vita da svegli e il sogno, li consideriamo come due aspetti contrapposti?

Abbiamo questa idea secondo la quale è reale quello che sperimentiamo razionalmente, stando svegli, agendo nella realtà, e riteniamo irreale tutto quello che non sperimentiamo razionalmente, a cui non riusciamo a dare una spiegazione, compreso il sogno.

Le immagini che derivano dal sogno a volte le definiamo “strane” a volte “paurose”, sfuggono alla ragione e non riusciamo a dare loro un senso, preferiamo, così, svalutarle e dire: “era solo un sogno”, quindi non reale. Forse c’è la presunzione a ritenere veri solo quei fenomeni che seguono regole ben precise e definibili in termini di causa-effetto… eppure Perls, papà della psicoterapia della Gestalt, già un po’ di tempo fa diceva “Ma oggi non vediamo più il mondo in termini di causa-effetto. Il mondo lo vediamo come un processo continuo, un processo sempre in corso…”.

Esistono ancora tante cose a cui non riusciamo a dare una spiegazione e la risposta del perché potrebbe essere molto semplice: questi processi a cui non riusciamo a dare una spiegazione forse seguono altre regole, non per questo meno valide di quelle definibili in termini di causa-effetto.

Se è vero che siamo creatori, tanto nello stato di veglia che nel sonno, e non passivi elaboratori di esperienze, allora vita e sogno non si contrappongono così nettamente, entrambi forse sono fatti della stessa sostanza.

Ci sono tradizioni molto antiche come quella tibetana dello Dzogchen che dà molta importanza al lavoro sul sogno: lavorare sul sogno permette di sviluppare una maggiore consapevolezza. E anche in questo caso la “consapevolezza” l’associamo ad uno stato di veglia… eppure spesso viviamo inconsapevolmente e forse il più delle volte è più la vita ad assomigliare ad un sogno (inteso come illusione) anziché il contrario.

I sogni sono ricchezza e se integrati raccontano e ci svelano le parti di noi più segrete, che l’inconscio vede bene di preservare, ma che rappresentano la nostra parte più ricca e creativa.

 

Carolina Alfano, psicologa, psicoterapeuta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *