Turismo sessuale, storia di un fenomeno tanto vasto quanto, in parte, sconosciuto

Due anni di ricerca e coordinamento, insieme ad Ecpat (End Child Prostitution, Child Pornography and Trafficking of Children for Sexual Purposes) Netherlands, decine di partner e studi di esperti, per delineare un fenomeno tanto diffuso quanto poco decifrabile, il turismo sessuale.

“Offenders on the move”, il Global Study on the Sexual Exploitation of Children in Travel and Tourism (SECTT), del 2016,  segnala, tra i primi dati, degni di attenzione, la mancanza di una zona, di un territorio geografico “degno” di primato. Il turismo sessuale è diffuso, sviluppato, in ogni parte del pianeta, certo con differenze sostanziali tra i vari continenti e paesi, ma non è questo a rendere meno presente, quella che può essere considerata una vera e propria piaga.

Un’inchiesta del quotidiano iberico El Mundo, sempre del 2016, segnala ad esempio una forte ascesa della Spagna tra le mete del turismo sessuale. 1500 case e più in tutto il paese, 45mila prostitute, un giro d’affari che si aggira sui 2 miliardi annui, equivalente, per intenderci dello 0,35% del Pil nazionale.

Una ricerca di Ecpat Italia, invece, sottolinea che la maggior parte dei “turisti sessuali” italiani ha un’età compresa tra i 20 ed i 40. Cambia, allo stesso modo, anche la natura di chi fa uso di certe pratiche, non più il turista, ma anche l’uomo d’affari, o un semplice lavoratore o magari un pensionato. Le informazioni fornite evidenziano l’irregolarità, se cosi si può dire, dei dati, dei luoghi, la mancanza di un’informazione chiara e precisa sul tema.

L’informazione, quindi, risulta complessa da chiarire, considerata l’enorme vastità del fenomeno, dei suoi contesti e dei suoi protagonisti.

 

Paolo Marsico

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