Il “Trombolotto”: un salubre condimento, oggi riscoperto e usato per impreziosire molti piatti della nostra dieta mediterranea.

Da Igles Corelli a Claudio Sadler, da Tonino Mellino a Cristina Bowerman e Heinz Beck, il “Tromblotto” è un intingolo unico che conquista Chef Stellati entusiasmando i palati più raffinati.

Fabio Stivali, che lo ha riscoperto, si è fatto notare da chi ricerca una cucina espressiva ed identitaria. Forte il legame con le proprie radici, ha saputo riportare alla luce un prodotto eccezionale legato ai profumi della sua terra.

Siamo a Sermoneta in provincia di Latina e qui l’uso del “Trombolotto” risale fin dai tempi del Medioevo. È un limone autoctono Sermonetano, nome scientifico “Citrus Limon Cajetani”, un agrume che sembra risalire al tempo dei cavalieri templari, utilizzato dai monaci cistercensi per curare gotta e scorbuto.

Ispirato da questo agrume, Fabio Stivali ha ideato un intingolo seguendo il proprio gusto attraverso un complicato processo di molitura delle olive e del limone, selezionando circa 12-14 erbe di sottobosco della macchia mediterranea, tra cui il nostro fungo porcino, la nepetella e l’origano selvatico,  il tutto lasciato poi in infusione per circa 30 giorni. Il risultato è una miscela di aromi che matura nel tempo, un intingolo profumatissimo grazie anche alle erbe aromatiche, che gli conferiscono sentori che vanno dalla melanzana al pomodoro, dal fungo porcino al peperoncino, un gusto unico e inconfondibile. Tutto questo esalta ogni singola pietanza trasmettendole un carattere ben preciso, anche abbinandolo, a pietanze calde o fredde, a base di crostacei, frutti di mare, pasta, selvaggina, e altro.

Il “Trombolotto” di Fabio Stivali trova la sua chiave armonica per ogni gusto, grazie anche alla varietà dei prodotti in seguito miscelati.

Stivali è un grande scopritore e divulgatore di antichi sapori, un imprenditore del Food &Wine, molto legato al territorio che ritiene una fonte preziosa per chi fa cucina, sia per i prodotti agroalimentari offerti sia per la tradizione enogastronomica. Volto noto nelle trasmissioni Rai, da “Uno Mattina” a “Linea Verde”, il “gastronomo medievalista” ci svela il recupero di pietanze e ricette medievali, ormai scomparse da tempo dalle nostre tavole e riproposte in chiave moderna. Titolare di due Ristoranti gourmet, “Il giardino del Simposio” e il “Simposio al corso”, entrambi ubicati nella splendida cornice di Sermoneta (LT), Fabio e la moglie Angela Concu, ambasciatori della gastronomia tipica Sermonetana, propongono in base alla stagionalità un menu di alta cucina gourmet, con prodotti sempre freschissimi del territorio senza trascurare un accurato abbinamento con vini e bollicine.

Il giardino del Simposio”è ubicato in una corte a ridosso della casa di Girolamo Siciolante detto il Sermoneta, allievo di Raffaello. Ma quando il clima in autunno si fa rigido, l’azienda si sposta sul corso principale in questo magnifico borgo Medioevale al Ristorante “Simposio al corso” ed entrambi i locali sono noti per una particolarità: la pasta viene condita direttamente in tavola davanti ai commensali. Un fantastico showcooking dove i protagonisti in questo caso sono i Tagliolini che si incontrano con i prodotti artigianali della famiglia Stivali. Si inizia con un tagliolino all’uovo semplice in bianco, giusto appena scottato in acqua calda per poi mantecarlo con salsa di trombolotto e bottarga aromatizzata all’armagnac, un piatto avvincente, gustosissimo e sempre in carta al “Simposio”.

Tante sono le proposte e gli abbinamenti con i condimenti di Fabio e Angela. A’ la carte troviamo il tagliolino al tartufo fresco e trombolotto, la carbonara di tonno al trombolotto e bottarga, il tagliolino con fiori di zucca e rosso di Mazzara al crumblè di Arzente, e tante altre prelibatezze come le carni, l’arrosto alla “Cardinale” con salsiccia e tagliata di chianina.

È un ristorante gourmet che riesce ad esprimere un proprio stile, intuibile all’assaggio dei piatti. Un gusto che racchiude i sapori di questo luogo caratteristico sito in un antichissimo borgo medioevale che custodisce il Castello Caetani e che domina la pianura Pontina.

Sermoneta è un luogo che racconta di miti e leggende, un località dal fascino intatto, un set cinematografico a cielo aperto, che da tempo si presta alle riprese di tanti film anche internazionali. Da Totò a Vittorio Gassman, da Sofia Loren a Monica Vitti, da Franco Zeffirelli a Vittorio de Sica, da Massimo Troisi a Roberto Benigni fino a Jude Law e Vincent Cassel. Qui sono state girate alcune scene di film di successo, quali la “Ciociara”, “Non ci resta che piangere”, “Chocolat” e “Seta”.

Un posto unico, un magico “palindromo del Sator”, un luogo ricco di storia in cui si respira ancora la presenza di misteriosi cavalieri, un tuffo nel passato, nel Medioevo, la cui sosta gastronomica, dopo aver visitato il magnifico Castello Caetani e la Loggia dei Mercanti, deve essere fatta immancabilmente al Ristorante il “Simposio al corso” per una verticale di “Trombolotto” ma anche per scoprire i tanti  prodotti tipici Sermonetani di loro produzione, confezionati direttamente da Fabio e Angela con piacere per far riscoprire al palato nuove frontiere di gusto.

“Sator, Arepo, Tenet, Opera, Rotas”

Iddio (SATOR, il creatore) – domina e regge (TENET) – le opere del creato (ROTAS OPERA) e quanto la terra produce (AREPO, aratro).

 

Davide Milone

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