Il terror-ismo al cinema: Oltre la notte

Violenza, paura e rinascita sono le tre parole che associamo al terrorismo al cinema. Specchio dell’attualità, il grande schermo racconta storie reali, quotidiane, non sempre a lieto fine.

È il caso di Oltre la notte, pellicola diretta dal regista turco Fatih Akin con protagonista Diane Kruger. Nel film, al cinema da giovedì, l’attrice è moglie e madre, capace di reagire al più grande lutto, la perdita dei propri cari per un attentato senza senso. Forte sia nell’estetica che nei contenuti, è il senso di impotenza disperato a regnare assieme all’empatia, altra protagonista, e una domanda: cosa farei se fossi al posto di questa donna?

Un tema che il cinema ha affrontato spesso e in tanti modi.

Di seguito, tre esempi da riscoprire:

1      Munich. Il primo assalto terroristico dell’era mediatica, nel film diretto da Steven Spielberg, vede un cast incredibile, composto da Eric Bana, Daniel Craig e Geoffrey Rush. Nel 1972, undici atleti israeliani furono assassinati durante le Olimpiadi di Monaco. La pellicola ne racconta la storia.

2      Romanzo di una strage. L’attentato di Piazza Fontana e i suoi retroscena, dal libro di Paolo Cucchiarelli. Marco Tullio Giordana dirige il ‘meglio cast’ italiano del periodo. Tra gli altri, Luigi Lo Cascio, Pierfrancesco Favino e Valerio Mastrandrea.

3      Nel nome del padre. Orso d’oro a Berlino nel 1994, il film, interpretato da Daniel Day- Lewis e diretto da Jim Sheridan, racconta di un attacco terroristico dell’IRA e di un conseguente errore giudiziario con catarsi finale.

 

Emma Di Lorenzo

Lascia un commento