Stazione Sperimentale Pelli: la sostenibilità nel settore conciario ai tempi dell’industry 4.0

di Simona Trucillo

Oltre 17.000 addetti in più di 1.200 aziende, un fatturato annuo di circa 5 miliardi di euro, una produzione pari a 122 milioni di mq di pelli finite e 12 mila tonnellate di cuoio da suola.

Sono i numeri dell’industria conciaria italiana, annoverata tra i leader mondiali in termini di tecnologia produttiva e qualità di prodotto. Piccole e medie imprese, raggruppate in distretti specializzati per tipologia di lavorazione e destinazione merceologica, formano il nucleo centrale di un settore storicamente considerato leader mondiale per l’elevato sviluppo tecnologico e qualitativo, per l’impegno ambientale e la capacità innovativa in termini di design stilistico.

Nonostante la concorrenza che le aziende italiane subiscono dalle omonime dei paesi extra Europei, beneficiari di normative meno stringenti che consentono di utilizzare metodi produttivi a basso costo pur se maggiormente inquinanti, nella regolamentazione e nella disciplina delle attività produttive, il settore conciario italiano risulta essere all’avanguardia, grazie alle risorse destinate negli anni a ricerca e sviluppo di nuovi standard produttivi per ridurre le emissioni inquinanti nelle diverse fasi del processo di lavorazione dalle aziende della filiera.

Questi risultati sono frutto del lavoro di raccordo con le imprese del settore svolto dalla Stazione Sperimentale delle Pelli, organismo nazionale di ricerca delle Camere di Commercio di Napoli, Pisa e Vicenza, che sta operando per aiutare le imprese a migliorare i loro processi produttivi in ottica green, rappresentando ormai una risorsa strategica per l’intera filiera delle pelli.

La Stazione sta portando avanti un lavoro mirato alla valorizzazione della pelle italiana sotto il profilo della sostenibilità, intesa non solo in termini di qualità dei materiali scelti e dell’utilizzo di tecniche di produzione sofisticate, ma soprattutto in termini ecologici e di impatto sul territorio, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico, della sicurezza e non ultimo della formazione con il progetto Politecnico del Cuoio, in coerenza con le esigenze ed i fabbisogni delle imprese della filiera della concia operante nel Distretto Industriale di Arzignano.

 

 

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