Spiaggia che vai, cafone che trovi

C’è chi la spiaggia la vive come un palcoscenico, chi come un luogo di relax, chi come luogo dove tornare, e chi come tavolo da gioco per giocarsi la propria partita. Con la noia, con i sensi di colpa, con la prova costume, con la singletudine.

Che siate a Viareggio o a Formentera, a Lignano Sabbiadoro o Positano, poco importa: non è importante da che parte state, ma come.

Seguendo il più rigido galateo in spiaggia mai col trucco, mai con i gioielli, mai troppo vistosi, e, secondo i più snob, mai con la borsa termica. Vi dirò: in questi ultimi anni tra modi e mode ne ho viste talmente tante che quasi rimpiango i frigoriferoni e l’omino del cocco che interrompeva le pennichelle più desiderate.

Tutto sta nel come: se la borsa termica non è il frigorifero del supermarket al quale avete applicato la cinghia, che male fa? Se la schiscetta da spiaggia vi fa sentire più in vacanza rispetto all’obbligo quotidiano di sentirsi a tavola, basta capire che l’ombrellone non è il tinello di casa e tutto, nella dovuta misura trova un perché.

Come la mettiamo con gli accessori? Sì a cappelli e occhiali, a patto che nelle presentazioni si faccia almeno il gesto di poterne fare a meno. Basta un secondo, ricordando a noi stessi e a chi incontriamo per la prima volta che siamo persone educate, e poi possiamo tornare a ripararci dal sole o a nascondere le occhiaie della notte prima.

Parei, copricostume e magliette sono indispensabili se ci si siede al ristorante. Anche se il ristorante è quello della spiaggia: non c’è scena più deprimente di un corpo, per brutto o bello che sia, seminudo a tavola in mezzo alla gente. Poco importa se il fisico é da Miss Italia o da tronista: non si fa e basta.

Gioielli sì gioielli no? Magari una bigiotteria discreta, complemento di un look da spiaggia, facile da togliere e da instagrammare, perché no? Tra le cose da rivedere nel galateo, io la metterei. Ad alcune dà sicurezza, quasi quanto il pataccone al polso per certi cetacei, che, invece, sarebbero da evitare.

Bocciati senza appello, invece, tacchi alti e zeppe sulla sabbia, canotte, pinocchietti e marsupi. L’infradito, se proprio dovete, giusto tra la cabina e la sabbia. A cento metri dal mare, già è out.

 

Nicola Santini

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