SENZA TABOO Melania Dalla Costa: dalla montagna alla città per conquistare il proprio destino

di Emma Di Lorenzo

Un animale in città, così si definisce l’attrice Melania Dalla Costa, originaria di Enego, nell’altopiano di Asiago, in Veneto. Cresciuta tra pecore, cavalli e galline e, arrivata a Milano, con la paura e la vergogna delle sue origini. <<Poter vivere in una grande città era il mio sogno. Ma il contrasto con quel mondo era forte: i colleghi che incontravo erano nipoti di avvocati o ingegneri, mio nonno, invece, faceva il pastore”.>>

Il passaggio dalla provincia di Vicenza al capoluogo lombardo non è stato semplice, Milano accoglie Melania in maniera un po’ snob. Con il tempo però si rende conto che le sue radici sono la sua grande forza e la sua energia diversa da quella degli altri perchè nutrita da un contesto selvaggio, di montagna e da un popolo combattente che ha partecipato alla Grande Guerra.

Un legame con il passato che arricchisce: «Ricordo che le mie zie rastrellavano il fieno mentre cantavano “Bella Ciao”, l’ho imparata da loro. Per me è ancora viva la questione della guerra perché, nelle vicinanze di Enego, nella piana di Marcesina, si può camminare solo in determinate zone a causa di ordigni ancora attivi. Mio nonno ha perso le mani disinnescando bombe. Ricordo le protesi, la sua difficoltà nel trovare lavoro e la scelta di non indossarle più. Così iniziò a fare il pastore. Con lui andavo per boschi a cercare funghi».

Anche lo sport è un valore e una pagina importante nella vita di Melania, ex atleta, con un’esperienza nello sci di fondo per oltre 10 anni. Lo sport, come la montagna, ha forgiato il suo carattere e la sua personalità, <<con questa esperienza ho compreso che gli obiettivi si raggiungono solo lottando e con sacrificio. Ho lasciato la mia terra e ho cercato un modo di esprimermi. Mi sono spostata a Milano e ho fatto la modella, ma non volevo solo posare. Così ho iniziato a studiare recitazione».

Da qui l’impegno in serie tv e film, come “Stato d’ebbrezza”, presentato al Festival di Cannes 2018: «Se qualche volta mi hanno detto che non ero in grado di interpretare un personaggio, mi sono impegnata e ho cercato di ottenere un provino proprio per quel ruolo. Le mie scelte mi spingono oltre le mie capacità, per migliorarmi e sfidarmi. Prediligo ruoli difficili: al momento sto girando il film “Summer View”, un progetto internazionale con al centro la storia d’amore tra due donne».

Un’attrice camaleontica che trasforma sguardo e corpo sia in video che in foto: «Non mi piace essere giudicata solo per l’aspetto: la bellezza femminile è meravigliosa, ma bisogna fare in modo che non diventi un marchio. Sto lavorando per migliorare come attrice e, prima ancora, come donna perché credo che questi due aspetti progrediscano in modo parallelo. Mi emoziono facilmente, amo vivere il lavoro, ma non dimentico mai di affrontarlo con professionalità».

Il futuro è fatto di sogni: «Desideravo vivere in una grande città e ci sono riuscita. Con il tempo i sogni cambiano, ma la forza di combattere è sempre la stessa. Io sono italo-francese e mi piacerebbe lavorare all’estero. Non ho taboo nella recitazione, nel film che sto girando ho delle scene di sesso con un’altra donna. In Italia la nudità è vista male. In Francia il nudo artistico è compreso. Il segreto è l’eleganza, imparare a raccontare la bellezza della verità, anche se a volte è dura. Se la nascondiamo, finiamo con il vivere in un mondo che non esiste».

Sono cresciuta tra pecore, cavalli e galline e, appena arrivata a Milano, quasi mi vergognavo delle mie origini.

Ricordo che le mie zie rastrellavano il fieno mentre cantavano “Bella Ciao”, l’ho imparata da loro.

Mio nonno ha perso le mani disinnescando bombe.

Non mi piace essere giudicata solo per l’aspetto: la bellezza femminile è meravigliosa, ma bisogna fare in modo che non diventi un marchio.

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