Seduttivo e prezioso, il serpente icona della moda

diCarla Salzano Marjgò

Da sempre simbolo di tentazione, il serpente diventa metafora affascinante per la moda.

Audace, prezioso e seduttivo impreziosisce abiti, bracciali e anelli: da Damiani a Saint Laurent, d’oro e diamanti o anche low cost come quelli proposti da Bijou Brigitte è ormai presente in tante collezioni.

Non solo texture stampate su sete e tessuti preziosi o per scarpe e borse ma anche come immagine iconografica di tentazione e lusso.

Il serpente diventa il simbolo prezioso di intere collezioni o dettaglio luccicoso per anelli, spille e bijoux haute gamme.

Gucci ci fa un intera collezione (il Kingsnake, simbolo di saggezza e potenza, è uno degli elementi distintivi di una collezione firmata da Alessandro Michele).

Di Roberto Cavalli ne è addirittura uno dei simboli del brand, e quindi riproposto in vari modi, molte volte a rappresentare la “C” del logo dello stilista fiorentino.

Il serpente affascina e incanta: dalla tentazione di Eva nel paradiso terrestre fino alla leggenda di Cleopatra, giovane regina d’Egitto, suicida per mezzo del morso di un aspide al seno.

Freud, il padre della psicoanalisi,  riteneva che il serpente nei sogni avesse una connotazione legata alla sessualità in quanto figura fallica, ma anche una connessione con la creatività.

Mentre Jung pensava che sognare serpenti avesse un collegamento con il conflitto tra coscienza e istinto.

In alcune culture trova anche connotazioni positive: nell’ebraismo il serpente di bronzo è simbolo di guarigione e della salvezza dalla morte imminente.

Contoverso, audace, contraddittorio: il serpente è come la moda.

Tutto, e il contrario di tutto.

 

 

Lascia un commento