Sanremo fuori dal coro

Compensi troppo elevati, battaglie per i diritti d’autore e polemiche sull’ordine delle canzoni: anche il festival di Colon ha i suoi mal di pancia

Sarà una scelta azzeccata quella del comico Rocco Tanica, sebbene sia stata solo una trovata in chiave ironica e dissacrante per divertire il pubblico al termine delle esibizioni dei big della seconda serata, quella di chiamare Colon la mascotte della 67esima edizione di Sanremo?

In realtà anche al Festival dei grandi ascolti e dei numeri record di Carlo Conti e Maria de Filippi c’è chi ha i suoi mal di pancia e soffre di irritabilità intestinale, appunto.

Lasciando da parte le polemiche sulle indiscrezioni vere o presunte, relative ai malori di Maria e Pippo Baudo o ai compensi degli ospiti, da giorni in riviera tiene banco la battaglia fortissima, condotta a suon di citazioni da svariati milioni di euro, tra la Siae e la Soundreef per la proprietà dei diritti d’autore delle canzoni presentate all’Ariston.

Emblematico, in proposito, il caso del cantautore napoletano Gigi D’Alessio, passato dalla prima agenzia, un tempo monopolio dello Stato italiano, alla seconda, una società privata con sede legale nel Regno Unito che sta provando a spaccare il mercato forte di una tecnologia e di un’organizzazione aziendale all’avanguardia.

Provando a rimanere fuori dal coro delle celebrazioni apologetiche da conferenza stampa, nel giorno in cui sul palco della città dei fiori saliranno i piccoli interpreti dello Zecchino d’oro, vanno segnalate ancora le frizioni tra le case discografiche per l’ordine dei cantanti in competizione e le solite criticità fatte registrare dal sistema del televoto anche in giuria stampa.

Dove ieri sera, al momento del verdetto finale e dopo il consenso diffuso tributato a Occidentalis Karma di Francesco Gabbani, qualcuno ha storto il naso per l’eliminazione di Bianca Atzei.

La cui performance, invece, a noi di 3D era piaciuta molto.

 

Fabio Falabella

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