Saint Barth, il paradiso dei ribelli

Per alcuni il luccichio, la moda, la “Capri dei Caraibi” (per me di Capri ce n’è una sola); per altri il vento, le rocce, la libertà.

Capitale del lusso e paradiso dei ribelli.

A metà tra le due anime di questo posto, una sola grande certezza: Saint Barth è il sogno.

Una pietra preziosa, incastonata tra le due Americhe, colorata di un azzurro davvero impossibile.

Come arrivare

Un’isola troppo piccola per accogliere i giganti del cielo, raggiungibile soltanto con charter privati, elicotteri, motoscafi o traghetti. Quest’ultima la soluzione più abbordabile con partenza da Saint Martin (voli Delta via New York a partire da 600$ o AirFrance via Parigi da 700$). Quaranta minuti di mare aperto e vi ritrovate catapultati nel bel mezzo di una piccola marina che ha tutta l’aria di essere perfetta.

Il lusso

Tutto troppo facile. La componente più evidente di questo posto. Non avete ancora messo un solo piede a terra e siete già rimasti incantati ad osservare decine e decine di yacht incastrati l’uno nell’altro in vertigini di riflessi e dimensioni folli. Più che a delle imbarcazioni private, molti assomigliano a vere e proprie navi da crociera. E sono dotati davvero di tutto: dai piccoli elicotteri di bordo, a “scie” di moto d’acqua che si trascinano dietro come una coda. Per quanto di fatto siate sul territorio dell’Unione Europea (Saint Barth è una collettività francese d’oltremare), qui la parola crisi non dev’essere mai esistita.

Un lusso che si ripropone sul lungomare che vi accoglie presso il porticciolo di Gustavia e sulla strada poco più interna, la Rue du Général De Gaulle, che ospita le boutique più scintillanti e prestigiose.

Ma è tutto intorno che l’isola dà il meglio di sé.

L’ideale sarebbe noleggiare una macchina (se lo fate con un certo anticipo vi costerà molto meno dei taxi, piuttosto cari da queste parti). Meglio ancora se una Mini o una Jeep per andare all’assalto del vento in faccia e dei sentieri più impervi.

La prima tappa naturale è la spiaggia di St.Jean.

Incredibile: acqua cristallina ed atmosfere da film. Addirittura obbligatoria una sosta al Nikki Beach, che sia per un aperitivo o per degustare il meglio delle prelibatezze che questi luoghi abbiano da offrire. Provate i crudi di pesce, sorseggiate il vostro cocktail preferito e godetevi il sottofondo musicale perenne: siete in uno dei posti più cool del pianeta.

Se avete voglia di non badare a spese, per l’alloggio scegliete Eden Rock, uno dei resort più ambiti (e costosi) dei Caraibi, rifugio abituale di Vip e celebrity.

Pazzesco anche il Guanahani, nella zona riservata ed esclusiva del Grand Cul-de-Sac, sul versante nord-est dell’isola.

Il paradiso dei ribelli

Ma Saint Barth non è solo questo, non finisce qui.

A queste latitudini, ovunque sia, la Natura sa come fare sfoggio di sé. E allora andate oltre, esplorate, perdetevi lungo uno dei tanti sentieri, siano essi d’asfalto o di fango.

La zona della Grand Saline, ad esempio, è un capolavoro selvaggio. Lagune sparpagliate un po’ ovunque ed un cammino di palme, da percorrere a piedi già nudi, che si spalanca su una spiaggia piena di…nulla. Nulla che non sia il mare e tutta la sua grandezza incontaminata. Zero ristoranti, zero strutture. Alle volte i nudisti, quasi sempre il sole.

Da togliere il fiato.

Risalite poi, con la macchina, il percorso lungo la Petite Saline e Grand Fond per ritrovarvi a costeggiare acqua e rocce lungo una delle strade più spettacolari che possiate immaginare.

Un caffè o l’ennesimo drink dalle amiche di O’Corail, questa volta tra tavolini disposti letteralmente nell’acqua, ed il gioco è fatto.

Ve la cavate con pochi spiccioli e avete messo via un bel po’ di ricordi epici.

È l’altra metà di questo incanto. È il paradiso dei ribelli.

 

Luca Marfé

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