Rodrigo Basilicati

L’EREDE ARTISTICO DI PIERRE CARDIN

di Emma Di Lorenzo

Lo storico marchio Pierre Cardin non smette di innovarsi e stupire il mercato. Rodrigo Basilicati, nipote dello stilista di fama mondiale, è l’anima di questa nuova era. L’amore per l’arte, la musica e il teatro restano le muse ispiratrici del brand internazionale.

Con il traguardo dei 70 anni di successo, il grande stilista Pierre Cardin, di origini italiane e trasferitosi in Francia da bambino, in un’intervista rilasciata al quotidiano francese “la Provence”, ha definito suo nipote Rodrigo Basilicati, il suo “erede artistico”.

L’erede di Pierre Cardin è il nuovo volto dell’azienda e le nuove idee che, in perfetta sintonia, con la sua famiglia, sono tutte frutto di una vita vissuta respirando arte e cultura.

«Ho conosciuto mio zio tardi, a 21 anni. ‘Nasco’ come matematico, artista e pianista. Sono cresciuto a Padova, con mia madre, sua nipote diretta, mio zio era a Parigi, quando l’ho incontrato studiavo ingegneria.

Un incontro e un talento artistico condivisi nel destino. Perché Rodrigo, come lo zio, sin dall’infanzia ha amato il disegno “per me è come una danza, è movimento. Rappresenta un’attitudine, con un padre architetto, che guardavo disegnare con grande curiosità, e una madre fisico-matematica, che ama l’arte in tutte le sue forme. La mia famiglia mi ha accompagnato nell’ascolto della musica classica, potevo sedere di fronte ad un pianoforte a coda Bluthner del 1896, con suono profondo e pieno di armonici. Mi accompagnavano alle mostre di Caravaggio e Giotto, ho frequentato corsi di incisione già all’età di 12 anni, tra gli adulti, mentre parallelamente continuavo i miei studi in conservatorio».

 

Un connubio scritto nel DNA. Un incontro quello con il grande Pierre Cardin che sarà una conferma e un’affermazione del suo talento e l’occasione per affinare le sue abilità artistiche.

La vita è arte. La natura è arte onnipresente, basta avere quel gusto curioso di coglierne gli aspetti. E questo si impara e si sviluppa fin da piccoli, se la famiglia dona tale libertà». 

Perché non ti dedichi al teatro? – «Fu ciò che mi disse mio zio quando ci incontrammo». Pierre Cardin ha investito molto in questo campo, nel corso della sua vita. Più che sulla promozione, era dedito all’arte. “Quando aveva il suo Espace, da qualche anno passato alla città di Parigi, ha prodotto più di seicento spettacoli.

Non solo arte però, il lavoro di Rodrigo Basilicati guarda a tutti i livelli. «Mi sono occupato di diversi progetti per mio zio: il Palais Lumiere di Porto Marghera, la cui storia è tristemente nota per essere stata osteggiata. Seguo gli accessori, il marchio, le licenze, il teatro e il design. Dal 2000 creo le collezioni di design delle Sculptures Utilitaires Pierre Cardin, ampliandone la gamma e caratterizzandola secondo il mio stile personale.

Produrre opere di design in serie limitate mi consente di considerarle come vere e proprie sculture, alimentando continuamente un’infinita forza creativa, alla ricerca del ‘mai visto prima’. Il mio modo di disegnare è molto affine a quello di mio zio, mi sento vicino a Pierre Cardin. Mi ha influenzato molto».

Un architetto della moda, così Basilicati definisce suo zio. «Condivido questa idea anche durante le lezioni che mi propongono in diverse parti d’Italia: incontro studenti universitari e racconto la sua ricerca di forme. Per Pierre Cardin un oggetto deve essere riconoscibile.

L’imperativo è comprendere al primo sguardo che si tratta di un Cardin. Non è il nome che conta, ma ciò che mio zio realizza. Questo concetto permette al marchio di distinguersi rispetto al proliferare di ‘multinazionali’ del vestito che posseggono più di una realtà, ma non si dedicano alla ricerca di bellezza».

Uno sguardo unico, sempre proiettato verso il futuro. «Ho molte idee. Il rilancio del brand, se tale si può definire, consiste nel mantenere i mercati già capillarmente distribuiti, concentrando l’attenzione sulle nuove generazioni e sui sistemi di comunicazione più attuali. Al contempo, per me è fondamentale mantenere l’identità grafica che lo caratterizza da settant’anni, puntando ancora sulla proliferazione di novità creative, come ha sempre fatto Pierre Cardin stesso, affermandosi tra media e pubblico grazie ad un talento autenticamente riconosciuto.

Se potrò continuare a seguire mio zio artisticamente, non mi permetterei mai di darlo per scontato, non cercherò di ‘essere lui’. Ho fatto mio il suo modo di agire, ho una ‘genetica’ simile nel disegno e potrei trasferirla dal design alla moda. È difficile non imitare, ma per me è sufficiente che questa volontà sia evidente nelle opere con cui cerco, su tutto, di suscitare emozione nell’animo di chi le osserva, la più forte possibile».

 

 

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