Renato Zero sempre sulla cresta dell’onda!

Un cantante operaio, ma coi glitter! Intramontabile il suo “sorcini”, come sono intramontabili l’energia e la musica che si sono affermate sulla scena del panorama nazionale, imposte da un personaggio “scomodo”, ma travolgente. Perché come dice lui stesso: «Se non sei scomodo non meriti di trovare spazio».

Renato Zero è tutto questo e molto di più! Un’icona viva nel tempo, un musicista amato dal pubblico giovane e meno giovane. «Vedo tanti ragazzi scoprire i miei dischi per la prima volta. Magari partono da una canzone più recente e poi tornano indietro a cercare i brani più vecchi. È commovente!», ha commentato Renato Fiacchini, in arte Renato Zero. «Quello che faccio non è cantare chi sono, ma chi non sono! Mi sono travestito, sono “diventato” agli occhi del pubblico, grazie all’arte e al cambio d’abito – così ci spiega anche la scelta del suo nome d’arte – ma resto sempre Renato, che si è lasciato inventare da se stesso».

Con il suo tour del 2016 ha registrato il tutto esaurito, come vuole la migliore tradizione “sorcina”, e ora è alle prese con nuovi progetti che non vuole e non può ancora svelare, ma una cosa è certa, qualsiasi cosa sarà un successo! «I miei show sono una corrispondenza d’affetto ed insieme un antidoto. Le mie sono canzonette di un cantautore-operaio, che hanno la forza di riscaldare il cuore». Questo, secondo Renato, è il segreto del successo, che risiede in ogni suo brano e spettacolo. Ma come nasce la sua creatività? «Se hai fantasia, puoi trasformare la tristezza in compagna di giochi. Per la creatività è meglio la sofferenza. Senza, non scrivi nulla di buono». Il disco “Alt!” è un album arrabbiato contro chi non reagisce ed accetta, delegando agli altri ogni secondo della propria vita, senza mai viverla davvero. «Sono stato e cerco di essere un sollecitatore, perché in giro avverto apatia». Ma se gli chiedi se si sente un moralista, non ha dubbi: «Ognuno ha la sua morale, a volte deriva dal moralismo altre ci diventa. Il moralismo è una malattia incurabile. Da quel punto di vista credo di essere se non immune, almeno completamente sano».

 

Sonia Sodano

 

 

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