Pistola elettrica, il Taser debutta ufficialmente in Italia

Taser si o Taser no? Il dibattito è ufficialmente aperto. Ma di cosa stiamo parlando?

Della pistola ad impulsi elettrici in dotazione alle forze di polizia di circa 107 Paesi del mondo. Si tratta di uno storditore che fa uso dell’elettricità per paralizzare i movimenti del soggetto colpito, una serie di piccole scariche che producono una contrazione dolorosa dei muscoli e inibiscono ogni velleità aggressiva. Probabilmente ne avrete incontrato uno mentre seduti sul divano di casa guardavate la vostra serie tv preferita. Bene, questo inquietante strumento è stato adottato temporaneamente dalle forze dell’ordine del nostro Paese. Mercoledi 05 settembre 2018 è partita ufficialmente la sperimentazione in dodici città italiane.

Carabinieri, poliziotti e finanzieri gireranno con un taser nella fondina per meglio fronteggiare situazioni particolari, quelle dove serve la tanto invocata “via di mezzo”. La scelta non letale per colui che mette a repentaglio l’incolumità altrui e per l’agente che non intende incrociare il logorante “atto dovuto”. La pistola è una extrema ratio, lo sfollagente invece uno strumento non sempre efficace quando si fronteggia una persona dotata di una certa fisicità o in stato di alterazione psicofisica dovuto all’uso (e abuso) di alcol e stupefacenti. Il Taser rappresenterà la chance aggiuntiva.

«Per troppo tempo le nostre Forze dell’Ordine sono state abbandonate, è nostro dovere garantire loro i migliori strumenti per poter difendere in modo adeguato il popolo italiano» ha dichiarato su Facebook il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Non la pensa così l’ONU che l’ha inserita nella lista degli strumenti di tortura, segue a ruota Amnesty International che attribuisce all’uso del Taser la responsabilità di numerosi decessi avvenuti negli Stati Uniti a seguito di interventi troppo duri da parte dei cops americani (in gran parte dei casi i soggetti soffrivano di patologie cardiache). L’arrivo degli storditori (approvato nella precedente legislatura dal ministro Angelino Alfano, ndr) è tema sensibilissimo in Italia, dove sono ancora aperte le ferite del G8 di Genova e dei casi Uva, Cucchi e Aldrovandi.

«La pistola elettrica Taser provoca un danno muscolare e potrebbe quindi, teoricamente, causare un danno anche al muscolo cardiaco. Inoltre potrebbe interferire con alcuni dispositivi medici, tipo il pacemaker». Lo spiega Francesco Romeo, direttore del reparto di Cardiologia del Policlinico Tor Vergata di Roma.

I Taser in genere hanno la possibilità di modulare la potenza che erogano nel momento in cui colpiscono una persona. Anche questo può essere pericoloso. Ultimamente negli Stati Uniti si sta chiedendo di usare potenze limitate, proprio per evitare di aumentare il margine di rischio.

 

Fabrizio Brancaccio

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