Olivia Magnani, il bisogno continuo di sperimentare

Nata a Bologna, Olivia Magnani ‘indossa’ l’eredità di un cognome importante con grande dignità. Dedita alla recitazione sin dal liceo, ha continuato gli studi con il diploma all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico.

«Mi sono sempre dedicata all’arte, forse perché sono stata naturalmente indirizzata verso danza, musica e tutti gli aspetti performativi sin da bambina. – racconta – Dopo la formazione in Italia, ho vissuto per anni in Francia e mi sono divisa tra questi due Paesi per continuare il percorso di studi e lavorare. A Parigi ho incontrato molti registi importanti di cui ho seguito il lavoro».

Il cambiamento non spaventa Olivia: «L’idea di sperimentare mi caratterizza. Negli ultimi tempi in Francia ho riscoperto una passione per l’arte, un bisogno di espressività attraverso il disegno e la pittura. Mi sono dedicata molto a questo lato, esponendo e vendendo i miei quadri ai collezionisti».

Una piacevole distrazione rispetto alla recitazione, a cui sta tornando.

«Il lavoro d’attrice resta il mio obiettivo principale. Ho recitato nell’ultimo film di Ridley Scott, con una piccola parte di cui sono felicissima. Fare un provino e poi lavorare con lui è stata un’esperienza incredibile: mi sono ritrovata su un enorme set, confrontandomi con qualcosa che non conoscevo. Un’esperienza che potrei avvicinare a quella dello scorso anno, quando ho lavorato con Aleksandr Sokurov nello spettacolo “Go.Go.Go.”, andato in scena al Teatro Olimpico di Vincenza e al dell’Arte di Milano».

La sensibilità artistica è il filo conduttore che passa attraverso le diverse esperienze lavorative di Olivia Magnani e le sue origini.

«Il mio cognome è un dono. Coloro che sanno chi è stata Anna Magnani comprenderanno che esserne una discendente e portarne avanti parte del DNA è una bellissima responsabilità. Se avessi scelto un altro lavoro, non sarebbe stato lo stesso. Credo che alcuni registi nutrissero un’ammirazione e una curiosità per il mio nome e che altri ne avessero soggezione. Questa è la grande eredità del mio cognome… Ho rifiutato proposte che non sentivo mie per i motivi più vari ma, quando ho accettato, mi sono lanciata al 100%. Ho sempre avvertito una responsabilità ed è questo il motivo per cui studio ancora la danza, la fisarmonica, le lingue. Cerco di perfezionarmi sempre».

Coprotagonista nel 2004 del film di Paolo Sorrentino “Le conseguenze dell’amore”, la Magnani aggiunge: «Lavorare come attrice in Italia non è semplice. Ci sono più ruoli per gli uomini, ancora poche registe e sceneggiatrici. Risulta complicato trovare personaggi femminili scritti da donne. In Francia la situazione non è diversa, anche se la maggiore quantità di produzione concede qualche possibilità in più. Siamo però molto lontani dalle pari opportunità».

 

Emma Di Lorenzo

 

 

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