NOME DI DONNA, LE MOLESTIE SESSUALI SUL LAVORO SECONDO MARCO TULLIO GIORDANA

Nasce circa tre anni fa, molto prima degli scandali hollywoodiani, soggetto e sceneggiatura sono firmati da una donna, Cristiana Mainardi. “Nome di donna” è il nuovo film di Marco Tullio Giordana, nelle sale dall’8 marzo, che ha raccontato ai microfoni di #3DMagazine, la genesi del progetto e la sua opinione sul tema molestie.

Nome di donna” ha il merito di raccontare i soprusi e ricatti sessuali sul posto di lavoro di una giovane donna che, tra dubbi e paure, trova il coraggio di denunciare con tutte le conseguenze del caso. Protagonista è Nina (Cristiana Capotondi), restauratrice disoccupata, si trasferisce da Milano in un piccolo paese della Lombardia, dove trova lavoro in una residenza per anziani facoltosi. Un mondo elegante, quasi fiabesco. Che cela però un segreto scomodo e torbido. Quando Nina lo scoprirà, sarà costretta a misurarsi con le sue colleghe, italiane e straniere, per affrontare il dirigente della struttura, Marco Maria Torri (Valerio Binasco) in un’appassionata battaglia per far valere i suoi diritti e la sua dignità.

Di seguito la video intervista al regista Marco Tullio Giordana:

 

Valeria Aiello

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