Il moto bike Expo 2018

VERONA FIERE COMPIE I SUOI 10 ANNI SUPERANDO LE 160 MILA PRESENZE

Quest’anno alla fiera di Verona il MOTO BIKE EXPO, salone dedicato al mondo delle moto e dei motociclisti, ha raggiunto il traguardo dei suoi 10 anni superando ogni aspettativa.
Più di 160 MILA visitatori, oltre 700 aziende espositrici del settore, con le più importanti case costruttrici, le migliori officine di personalizzazione e i marchi più noti nel campo dell’abbigliamento, accessori e componentistica, hanno reso questo 10° anniversario un abbraccio di grande successo.
“L’esperimento di quest’anno è pienamente riuscito – dicono gli organizzatori Paola Somma e Francesco Agnoletto – e diventa quindi futuro. Motor Bike Expo aveva la necessità di aggiungere un giorno per continuare a crescere. La giornata di apertura in più è stata apprezzata consentendo di raggiungere i 167.000 visitatori. Motor Bike Expo dà appuntamento alla prossima edizione”.
Molti i contest che si sono tenuti durante la manifestazione. Di grande prestigio quello dei Magazine Award, assegnati dai direttori delle testate internazionali di settore invitati ad esprimersi da Motor Bike Expo. Tra i riconoscimenti assegnati alle moto custom c’è il nome di Andrea Radaelli, il custom builder dell’officina Radikal Chopper  di Milano. Per lui gli awards per il chopper “Angel’s Dust”, con verniciatura di Cristo Art. Il riconoscimento va anche a un altro capolavoro, “la Skinny” realizzata con 70’s Helmets. Italiana anche la scelta di Madness Photography, la “Mala Chica” di Boccin Custom Cycles. La preferenza della tedesca Biker Power è caduta sull’indonesiana “The Trident”, quella di Eliot Iron (Spagna) sulla “Swamp Water” dell’officina britannica Rocket Bob’s. Per il magazine di flat track Sideburn la più bella del MBE è stata la Triumph Trackmaster dello svizzero Young Guns Speed Shop, mentre 100% Biker Magazine ha scelto la MAG 1919 di Abnormal Cycles, già trionfatrice nel MBE Award del sabato.

Altro contest è stato il bike show organizzato dalle riviste Lowride e Chop & Rollche ha assegnato numerosi premi. Migliore custom è stata, anche in questa circostanza, la Angel’s Dust su base Harley-Davidson Shovel preparata da Radikal Chopper. 

Tra le realizzazioni più apprezzate sono da segnalare la Indian Scout presentata da Bad Boys Garage (prima tra le Scrambler), la Triumph Triton CR 650 firmata Stile Italiano (vincitrice di categoria Cafe Racer) e la colossale MG-32 di Biker Sheriff, mattatrice tra le Bagger.

Tra i tanti contest di questa edizione di MBE, imperdibile è stato quello di Custom Chrome International Bike Show Series Italian. Il colosso dell’aftermarket ha assegnato i premi alle migliori special individuate da alcune delle figure più autorevoli del panorama custom internazionale e suddivise per categorie: riconoscimenti sono andati a Harley-Davidson Padova, Asso Special Bike, 70’s Helmets e Radikal Chopper con la Skinny e agli spagnoli di Old Custom Flames. Il titolo di vincitore della tappa italiana di questo campionato è stato assegnato alla H-D Shovelhead costruita dall’officina britannica Rocket Bob’s.

A proposito di moto americane, hanno suscitato interesse quelli che Indian Motorcycle ha esposto nel padiglione 2, tra cui la nuova Chief Dark Horse. Un nome appropriato per una cruiser moderna ma dal look nero integrale, compreso il potente motore bicilindrico Thunder Stroke 111 da 1.819 cc. Il V-twin da 1000 cc invece equipaggia la bellissima street tracker che l’officina Bad Boys Garage ha costruito – per prima in Italia – su una Indian Scout Sixty.

La ripresa del mercato delle due ruote rappresenta un’opportunità anche per nuovi player del settore. A tale proposito, il team della WOOLF, tutto veronese, ha partecipato al Salone dopo essersi aggiudicato l’importante finanziamento europeo per la ricerca Horizon 2020 ed essere stato selezionato insieme a 30 aziende italiane per rappresentare l’ultima frontiera nell’innovazione tecnologica al CES 2018 a Las Vegas. Si tratta di un dispositivo finalizzato alla sicurezza che si può indossare come bracciale (per l’uso in moto) o installare sul volante dell’auto: tramite un’app dedicata e un sofisticato sistema di sensori, trasmette vibrazioni in caso di presenza di punti sensibili, tra cui incroci pericolosi, semafori e autovelox. Un’altra bella storia di imprenditoria italiana da Patrolline, la società comasca rinata grazie ai suoi dipendenti che nel 2015 hanno rilevato l’azienda attiva nel monitoraggio a distanza della moto. Si chiama PatrolSat il prodotto che ha riscosso particolare interesse fra i visitatori del Motor Bike Expo. “Abbiamo notato che i motociclisti desiderano avere il controllo completo sul loro mezzo senza i costi aggiuntivi della centrale operativa. Con PatrolSat si può sapere sempre dove si trova la moto e, in caso di furto, rintracciarla e bloccarla a distanza semplicemente con la app installata sullo smartphone”. 

All’esterno dei padiglioni, il Salone si è chiuso con una domenica di grande partecipazione a tutti gli show che hanno animato le quattro giornate di MBE 2018Anche per questa edizione è stata fondamentale la presenza di MOTUL come main sponsor della manifestazione: negli oltre 200 metri quadrati di stand allestito al padiglione 6, i visitatori hanno potuto apprezzare la tecnologia dei nuovi prodotti e vivere esperienze di “realtà aumentata. Presso la Motul Arena, nell’Area A, i visitatori sono rimasti letteralmente a bocca aperta dinanzi alle esibizioni del Contest europeo degli stuntman. La competizione, giunta alla sua quarta edizione, ha visto a confronto ben 18 piloti provenienti oltre che dall’Italia, anche da CroaziaPoloniaLituaniaRussiaSpagnaPortogalloSlovacchiaDanimarca e persino Brasile. Il vincitore, Mike Jensen si è aggiudicato il primo premio in denaro e la visibilità dinanzi a decine di migliaia di appassionati. Lo specialista danese ha preceduto il polacco Pawel Karbownick ed il russo Danis Rybalko. Fuori gara, ma di grande impatto, anche le esibizioni degli stuntman della Scuola di Polizia di Mirabilandia e dei piloti di Quadrift, ma anche le Vespe elaborate di Nicola lImpennatore, una presenza ormai tradizionale per il pubblico di Verona.

Velocità, eccitazione, fumo di gomma bruciata e tanto divertimento al Drift Show e Taxi Drift di Graziano Rossi e dei suoi piloti. Al volante delle loro Nissan 350Z da quattrocento cavalli, gli artisti del traverso di Daba Drift hanno scatenato l’adrenalina di decine di passeggeri, al punto da far dire a Rossi che “se dovessi trovarmi al loro posto, quantomeno li ucciderei! Qualcuno ostenta tranquillità, altri dicono non mi vedrete mai più! Ma quando capiscono che non c’è pericolo e che il drifting è come ballare in coppia con il pilota, ci prendono gusto”. Fra i piloti si è esibita anche Alessandra Rossifidanzata del pilota MotoGP Andrea Dovizioso e non meno brava di lui al volante di un’auto da drifting. “Il Dovi? In macchina con me non ci vuole mai venire, è già tanto che mi stia di fianco quando guido la nostra… Ma lasciatemi ancora un po’ di allenamento e parte la sfida a due”.

Ha regalato un autentico, grande spettacolo il 2° Trofeo MBE Urban Enduro andato in scena sabato e domenica nell’area esterna B2, con la regia del Moto Club Spoleto. Una trentina di piloti si sono sfidati su un percorso sterrato molto tecnico che, in poco più di mezzo chilometro, è riuscito a condensare tante delle tipiche difficoltà dell’enduro. Un anello impegnativo, messo a punto sotto la supervisione dell’ex campione del mondo Mario Rinaldi, che ha imposto ai piloti grande concentrazione e che ha offerto divertimento ed emozioni ai protagonisti e ai tantissimi spettatori. Tre le categorie, Mini 65, Mini 85 e Open, due le giornate di gara con classifiche separate. Sabato si sono imposti l’undicenne piacentino Marcello Bruschi (KTM) nella 65, il quattordicenne piemontese Alessio Gallo (Husqvarna) nella 85 e il ternano Andrea Spagliccia, 16 anni, su Beta nella Open. La domenica il portacolori del M.C. Val Luretta Bruschi ha concesso il bis nella categoria inferiore precedendo ancora Manuel Dell’Occhio (KTM) e Loris Menichelli. Nella 85 la vittoria è andata ad Andrea Bocconi davanti ad Alessio Gallo ed Elia Zucconi (Husqvarna) mentre al vertice della Open, al termine di tre combattutissime finali, è salito il figlio d’arte Enrico Rinaldi davanti a Pietro Pini e a Simone Cristini.

Mrs#3D

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