Mimmo Esposito: “Ora voglio girare il mio di film!”

di Benedetta Sabatano

Fissiamo l’intervista a Napoli in piazzetta Rodinò, in un bar che sembra più un negozio di fiori e in effetti si chiama “La fioreria”. Arriva e mi dice “È una mia idea!”. Sono confusa, e così scopro che oltre a fare l’attore, l’autore e il regista è anche un imprenditore che ama creare nuovi luoghi di ritrovo, sempre con un tocco artistico e originale. Mimmo Esposito, un curriculum di tutto rispetto, trent’anni di teatro calcando le scene più importanti d’Italia con ruoli da protagonista, e di recente volto di uno dei personaggi della serie evento di Sky “Gomorra – la serie”. A ottobre è uscito nelle sale il suo primo film da regista “La fuitina sbagliata” che, a sorpresa si è piazzato tra i primi dieci nella classifica dei film più visti in Italia e tra le altre cose, unico film italiano in classifica. Della sua esperienza come regista dice –

“È andata molto bene! Le esperienze sono sempre una bella cosa. Sono anni che faccio il regista a teatro ma questa è stata la prima volta che ho diretto un film per il cinema e le dirò, mi sono davvero divertito.”

La trama è una sorta di “Giulietta e Romeo” al contrario, da lì il titolo, i protagonisti a differenza di quelli di Shakespeare fuggono dall’amore, ma l’amore si sa…è più veloce di ogni cosa! Il cast è di altissimo livello ed è quasi interamente siciliano con la produzione di Catleya e Rai Cinema insieme con Bonaluna.

I protagonisti sono una coppia di webstar molto famosa soprattutto al sud, loro sono Annandrea Vitrano e Claudio Casisa in arte “I soldi spicci”.

Una nuova veste per Mimmo che nasce come attore, dopo trent’anni a fare arte, la capacità di creare fa ormai parte di lui. Tutto quello che ha imparato osservando scenografi, registi e direttori della fotografia mentre lavoravano sui set l’ha fatto suo e usato quando è arrivato il momento di dirigere il set de “La fuitina sbagliata.”

Il film è stato girato in Sicilia tra preparazione, ricerca delle location e set la permanenza è durata quasi tre mesi.

“Lì, nonostante fossimo sempre al sud, la cultura cambia da città a città e ho scoperto una cultura nuova e bellissima. Anche sul piano della recitazione e della comicità è tutto diverso. Da loro non funziona la battuta fine a se stessa, è tutto basato sulla maschera, sulla caratterizzazione dei personaggi vedi Franco Franchi e Ciccio Ingrassia o gli stessi Ficarra e Picone. Con “I soldi spicci” abbiamo cercato di trovare una sinergia tra le nostre culture e il nostro modo di fare comicità e anche questa è stata un’esperienza interessante.”

“Come ha iniziato a fare l’attore?”

“È stato un caso! Frequentavo la stessa scuola dei figli di Mario Merola, quando avevo 17 anni lo incontrai e trovandomi simpatico mi chiese se volessi partire con lui per gli Stati Uniti con la sua compagnia teatrale. Mi sembrò incredibile! Ovviamente accettai subito. Fu uno dei periodi più belli della mia vita. Quando tornai, dopo 6 mesi, decisi di studiare recitazione. Superai il provino per Università Popolare dello Spettacolo di Ernesto Calindri e dopo neanche un anno Luisa Conte mi prese per lo storico “Festa di Montevergine” diretto da Armando Pugliese. Da lì poi è accaduto tutto.”

La sua carriera è stata un’escalation. Sempre alla ricerca di esperienze nuove. Partito dal teatro di tradizione per poi abbracciare altri stili e modi di esprimersi.

“Mi sono affacciato al teatro classico e anche a quello d’avanguardia e sperimentale. Diciamo che non mi pongo limiti.”

Tra le sue varie attività di attore, scrittore e ora anche regista la cosa che ama più fare è creare. Sia che si tratti di un personaggio, una sceneggiatura o una scenografia.

“Ha dei rimpianti?”

“Si, certo. Ma forse è più la curiosità di sapere cosa sarebbe successo se avessi fatto scelte diverse. Tanti anni fa Ferruccio Soleri e Giorgio Strehler mi scelsero per interpretare Arlecchino e io rifiutai perché ero in compagnia con la Conte. Chissà dove mi avrebbe portato…mi resterà per sempre il dubbio!”

Il suo prossimo progetto è dirigere il suo film. Ha scritto una sceneggiatura a cui tiene molto e sente l’esigenza di esprimersi in libertà, di mettersi a nudo senza limiti. “Credo che sia un’opportunità che tutti gli artisti dovrebbero avere prima o poi.”

 

 

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