Meditazione e Psicoterapia si incontrano

Meditazione e psicoterapia possono incontrarsi o si escludono a vicenda?

In realtà si completano perché entrambe hanno un fine: rimuovere l’oscuramento della mente.

La meditazione ci mette in contatto con noi stessi nel qui ed ora e in connessione con un quid che va oltre tenendoci connessi agli altri. Alimenta una spiritualità laica ma viene spesso confusa con la religione dogmatica e strutturata. Per questo motivo la psicoterapia ha escluso dal suo campo per molti anni il concetto di spiritualità e la meditazione per non creare ulteriori divieti e sovrastrutture nelle menti delle persone, sostenendo una parte libera e meno castrante, eludendo un “Dio punitore”. Facendo così ha buttato via però ad una parte di noi “bambina” incline al divino.

Oggi sembra che le cose stiano un po’ cambiando nello scenario psicoterapico anche se si parla più di rilassamento o mindfulness, anziché meditazione.

Esistono tra meditazione e psicoterapia molti punti di contatto: il fine è il recupero della consapevolezza fisica, emotiva e conoscitiva passando attraverso la morte dell’io nevrotico per una vita sana.

Nel qui ed ora, unico tempo possibile, si prova a straccarsi dalla “bramosia” a dirla con termini buddisti, o dalle fissazioni e attaccamenti orali, a dirla con termini freudiani, facendo sì che la persona smetta di riproporre vecchie storie che si ripetono all’infinito e che fanno soffrire.

La terapia e meditazione hanno un unico fine: cogliere il senso profondo dell’esistenza della natura umana.

 

Carolina Alfano
Psicologa e Psicoterapeuta

 

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