I matrimoni migliori… sono al cinema!

E anche questo Royal Wedding è andato, peccato però che le cerimonie siano ancora tante…

Un tempo si diceva che maggio fosse il mese delle rose e dei fiori d’arancio. Ormai i matrimoni sono diventati croce e delizia di tutto il periodo ‘caldo’ che va dalla primavera alla torrida estate fino ai primi giorni di settembre e ottobre.

Tra piedi dolenti, causa tacchi vertiginosi, e cravatte troppo strette, dove è andato a finire il romanticismo?

Al cinema, ovviamente.

Ecco per voi tre film (più due) che, secondo la redazione #3DMagazine, vi faranno, in vario modo, riconciliare con la folle giostra dell’amore!

  1. Non per ordine di preferenza, ma di certo vincitore a pieno diritto del titolo di ‘più romantico’, conquista il gradino più alto podio “27 volte in bianco”, una fiaba moderna sulla ragazza single, ‘aficionada’ del ruolo di damigella, che insegue il suo sogno d’amore, quello vero. Degni di nota sono i tanti abiti ‘a tema’ sfoggiati dalla protagonista Katherine Heigl che, con questo film, ha avuto la sua rivincita dopo il caso Danny Duquette (citazione per appassionati di “Grey’s Anatomy” della prima ora)… Su tutto, però, vince una citazione, che chi scrive non ha mai dimenticato: “Sai quando inizia la musica e la sposa fa il suo ingresso trionfale e tutti si voltano a guardarla? Io guardo lo sposo, il puro amore è lì!”.
  2. Dopo una bella dose di melassa, cambiamo ritmo e… balliamo. “Mamma mia” è il musical matrimoniale per eccellenza, che raccoglie il cuore della dance anni ‘70 attraverso le canzoni degli Abba e un grandissimo cast con Meryl Streep capofila. Non solo: questo film è capace di restituire un ritratto veritiero della famiglia allargata, e molto contemporanea, composta da amici, con una figlia nata da non si sa quale dei tre amori della solare mamma. Insomma, il matrimonio più attuale che ci sia! N.B. Quest’anno uscirà “Mamma mia! Ci risiamo”… noi non vediamo l’ora!
  3. A chi non è capitato di essere l’altra? Dei tanti film romantici interpretati da Julia Roberts, non si può non citare “Il matrimonio del mio miglior amico” perché non sempre si vince, anzi. In ogni caso, care amiche, non disperate: resta sempre Rupert Everett come uomo – quasi – perfetto.

Outsider 1: “Sex and the city”, il primo, non mostrerà il matrimonio perfetto, ma che vestito! Cosa non dareste per indossare quell’abito di Vivienne Westwood? Per il risultato, vabbè, ci rifacciamo con il prossimo…

Outsider 2: La dimostrazione di quanto l’amore sia universale e che possa far ridere e piangere insieme. “Quattro matrimoni e un funerale” è tutto nei versi di Wystan Auden: “Fermate gli orologi, tagliate i fili del telefono e regalate un osso al cane affinché non abbai; faccia silenzio il pianoforte, tacciano i risonanti tamburi, che avanzi la bara, che vengano gli amici dolenti. Lasciate che gli aerei volteggino nel cielo e scrivano l’odioso messaggio: lui è morto. Guarnite di crespo il collo bianco dei piccioni e fate che il vigile urbano indossi lunghi guanti neri. Lui era il mio nord e il mio sud, era l’oriente e l’occidente, i miei giorni di lavoro e i miei giorni di festa, era il mezzodì, la mezzanotte, la mia musica, le mie parole; credevo che l’amore potesse durare per sempre ma era un’illusione. Offuscate tutte le stelle perché non le vuole più nessuno; buttate via la luna, tirate giù il sole; svuotate gli oceani e abbattete gli alberi, perché da questo momento niente servirà più a niente”.

Se vi state chiedendo perché non sia in classifica, forse è ora di ripassare il finale.

Emma Di Lorenzo

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