Martina Villamajna – La YouTuber che conquista i teenagers con messaggi sociali

Un sorriso disarmante, lunghissimi capelli biondi ed occhi puri e profondi che luccicano di felicità. Così si presenta Martina alla nostra intervista, aprendoci la porta del suo mondo: la sua cameretta.

Classe 2002, nata a Napoli, studia al liceo linguistico e coltiva le passioni di tutti i ragazzi della sua età.

«Di solito studio tutta la giornata, ma quando posso mi dedico a quello che faccio sul web, su YouTube. Mi piace anche fare sport ma il tempo non me lo permette. Ascolto molta musica, soprattutto inglese, la  mia cantante preferita è Ariana Grande, ma mi piace molto anche Justin Bieber».

Martina ha deciso di dedicarsi al video editing, aprendo un canale YouTube che ad oggi conta più di 20.000 iscritti a solo un anno dalla sua creazione.

«All’inizio si chiamava “My World Marty”, adesso l’ho voluto un po’ personalizzare per cui si chiama “Martina Villamajna”. Seguendo molto gli youtuber vedevo sempre i video di queste persone che parlavano, esprimevano le loro opinioni, raccontavano semplicemente la loro giornata, allora avevo voglia anch’io di raccontarmi, di fare qualcosa di diverso, volevo anche io condividere qualcosa».

Nei suoi video Martina dà consigli di moda e bellezza a tutte le ragazze, riscontrando un certo successo non solo tra i suoi followers ma anche con brand ed aziende interessate alla sua creatività e che hanno deciso di pubblicizzare i loro prodotti attraverso i suoi video. Ma abbigliamento e makeup non sono gli unici temi trattati da Martina che, anzi, ha preferito compiere una scelta diversa, anche ardua per una ragazza della sua età.

«Cerco di trattare un po’ tutti gli argomenti, anche se ho preferito dedicarmi a tematiche sociali più importanti. Da quello che mi succede durante la giornata mi viene in mente un video che poi preparo. A volte o lo faccio subito, così come mi viene, altre volte, se devo fare un discorso un po’ più complesso, mi faccio una scaletta. Gli youtuber parlano spesso di trucco, bellezza, fanno challange e cose del genere, ma non lanciano quasi mai messaggi sociali e allora ho sentito la necessità di fare qualcosa di diverso, di utile. Così, ho fatto video in cui parlavo di blue whale, di cyberbullismo, di autolesionismo, del terremoto. Prima mi informo, cerco di documentarmi per bene e poi mi faccio una scaletta su un foglio con i concetti principali cecando di non divagare e rimanere sul tema».

Il debutto in Rete è avvenuto a 14 anni, per gioco, poi col tempo ha imparato a perfezionare il processo tecnico e creativo che si nasconde dietro ogni nuovo video pubblicato sul suo canale. «Cerco di non fare video troppo lunghi perché poi le persone si annoiano, quindi cerco di rientrare tra i 5 e i 7 minuti. Sembra molto facile fare un video: uno lo gira e poi lo carica. Ma in realtà non è così semplice perché una volta che l’ho girato, lo passo sul pc, poi lì arriva la parte dell’editing: tagliare le parti in cui sbaglio, poi aggiungere effetti e scritte. Questo processo dura circa un paio d’ore, poi lo carico su YouTube, inserendo titolo e copertina. Il programma di montaggio me l’ha fatto conoscere una mia amica, poi ho imparato a fare tutto da sola».

Di quale dei suoi lavori va più fiera? Di “Fumare a 14 anni…”, un video che ha raggiunto più di 1 milione di visualizzazioni e che esorta gli adolescenti a stare lontani dalle sigarette.

«Tutti diciamo che non dovremmo fumare, che fa male, e invece io vedo spesso ragazzi della mia età, molto piccoli, che fumano per strada, fuori scuola, vicino la metro.Così mi è venuto in mente di fare un video, sperando che possa aiutare qualcuno. Al di là delle visualizzazioni, la cosa che mi soddisfa di più sono i commenti delle persone, che mi scrivono ad esempio che grazie a questo video hanno smesso di fumare o che stavano pensando di iniziare e adesso hanno cambiato idea. Quando si ottengono questi risultati fa davvero tanto piacere, oltre qualsiasi numero di viewers».

I suoi followers si chiamano “Aliens”: migliaia di fan che sognano di essere come lei.

«Sono andata ad un evento di altri youtuber, in un centro commerciale, stavo in fila insieme agli altri, poi delle persone che mi seguono mi hanno riconosciuta, sono venute verso di me e mi hanno portato dei cartelloni, dei peluche, hanno chiesto di farsi delle foto e dei video con me. Anche per strada mi riconoscono, mi chiedono foto e autografi e io ancora non ci posso credere».

Ma YouTube non è l’unico social media utilizzato da Martina per tenersi in contatto con il suo pubblico. «Io uso molto Instagram, faccio post, faccio storie, faccio live e quando carico un nuovo video sul canale avviso lì che è uscito, così loro possono andare a cliccare sul link e collegarsi direttamente a YouTube. Uso anche Musical.ly (social network amatissimo dai più giovani, che permette di condividere video mentre mimano con la bocca e con i gesti le canzoni più famose, ndr). Facebook non tanto, ma ho intenzione di iniziare ad usarlo».

C’era un tempo in cui le figlie chiedevano alle mamme di fare le soubrette. Era mezzo secolo fa, la televisione godeva ancora di una certa popolarità e i genitori sapevano di cosa parlavano. Poi è arrivato Internet e i nativi digitali. All’improvviso è successa questa cosa strana per cui gli adulti ne sanno meno dei ragazzini, spesso imparano da loro e per quanto si sforzino di essere moderni e “social, sono sempre un passo indietro.

«All’inizio i miei genitori non lo sapevano, non ho mai avuto il coraggio di dirglielo perché pensavo che non mi avrebbero appoggiata e mi sarebbero andati contro. Lo so che lo studio è importante, infatti non lo trascuro, la scuola viene prima di tutto. Però penso che si debbapraticare anche un hobby o uno sport e io ho scelto come hobby questo. Quando poi per caso hanno saputo la notizia, essendo adulti, non avevano un’idea precisa di cosa volesse dire stare sul web, non capivano che vuol dire fare la youtuber. Adesso invece si stanno abituando a questa idea».

Come si vede Martina tra 5 anni? «Tra 5 anni…? Sarò maggiorenne, wow! Beh, mi vedo all’università, non ho intenzione di abbandonare gli studi. Mi piacciono molto le lingue, soprattutto l’inglese, ma ad oggi non saprei dire quale facoltà sceglierei. Non so se questo sarà mai il mio lavoro in futuro, certo ci spero, ma anche come hobby va benissimo!».

Mirella Paolillo

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