L’intervista hashtaggata a Pina Turco: «Non vedo l’ora di invecchiare»

di Giovanni Salzano

15 #cancelletti per raccontare la storia e la vita di Pina Turco, talentuosa attrice che ne “Il Vizio della speranza” è Maria che traghetta donne costrette a vendere i propri figli.

Per questo ruolo, Pina è nella cinquina come “Migliore Attrice Protagonista” per i prossimi David di Donatello che si terranno a Roma mercoledì 27 marzo 2019.

 Napoletana, classe 84, Pina Turco è un concentrato di vitalità, passione e talento.

Si è fatta conoscere al grande pubblico grazie ai suoi personaggi in “Un posto al sole”, “Non dirlo al mio capo” di Giulio Manfredonia e “Una grande famiglia 2” di Riccardo Milani.

La popolarità arriva con “Gomorra – La Serie” dove interpreta Deborah, la moglie di Ciro l’Immortale; al cinema è la protagonista de “La parrucchiera” di Stefano Incerti.

Nell’ultimo film “Il Vizio della speranza” (la regia è di Edoardo De Angelis, suo marito) è Maria, padrona di un pitbull, traghettatrice di donne incinte sul fiume Volturno, a cui però la vita dona il seme della speranza.

Occhi vivi e sorriso onesto di chi sa essere tante donne, di chi sa stare un passo più avanti, di chi sa mostrarsi senza maschere.

Ma faccio parlare lei, i miei hashtag e la sua storia.

Pronti, Hashtag, via!

#Antropologia

«I miei studi in antropologia rappresentano uno dei periodi più belli della mia vita perché sono riuscita a prendere la mia vita tra le mani. Ho deciso chi volevo essere e quale doveva essere il mio posto nel mondo (Pina è laureata in Antropologia Culturale a La Sapienza di Roma, ndr)».

#Roma

«Roma è la mia città, quella che in assoluto mi ha dato di più: sebbene io sia nata a Torre del Greco, un paese vicino a Napoli, è la Città Eterna che accolto i miei momenti più importanti. La bellezza di Roma ha saputo reggere tutto il caos della mia giovinezza. Una città magica che nonostante tutto non ha saputo sostenere i miei trent’anni, quando poi ho scelto di ritornare a Napoli».

#EdoardoDeAngelis

«È l’uomo della vita. Appena l’ho visto ho capito che non ci saremmo più lasciati. Grazie a lui ho ribalto l’ordine delle cose. Ho messo un punto al vecchio e ho ricominciato da lui e con lui e sono certa di non voler tornare più indietro».

#Mamma

«Mamma è il dolore dietro il quale mi nascondo. Ogni volta che ho bisogno di sentirmi protetta mi nascondo dietro questa parola (Pina ha perso la madre quando aveva 17 anni, ndr). Però è anche la parola più dolce, quella che sento da un anno e mezzo tutti i giorni grazie a Giorgio, mio figlio. Ed è proprio Giorgio che ha rivoluzionato il senso a questa parola. Come se fosse una naturale evoluzione del dolore, la rinascita più bella».

#Giorgio

«Giorgio è la sorpresa più entusiasmante della mia vita: con lui ogni giorno è diverso. É l’unico rapporto in cui mi impongo delle cose: è praticamente il mio obbligo alla felicità (Giorgio è il figlio di Pina nato a Luglio del 2017 dall’amore con il regista Edoardo De Angelis, ndr)».

#Felicità

«La felicità è una scelta, una decisione ed io scelgo, combattendo ogni giorno, di essere felice».

#LaParrucchiera

«Dopo Gomorra uno sfiato di leggerezza un moto liberatorio e guascone. Quasi cafone. Il primo lavoro a Napoli da protagonista, mi ha spinto a fare meglio e di più (La Parrucchiera è un film di Stefano Incerti del 2017 che la vede protagonista, ndr)».

#IlVizioDellaSperanza

«In assoluto l’esperienza artistica e umana che ricorderò per tutta la vita. Un’esperienza profonda, commovente. Qualcosa che è impresso dentro, qualcosa che ancora non è concluso e che segna un momento importante per tutta la mia famiglia (nel film “Il Vizio della Speranza”, Pina Turco è diretta dal marito Edoardo De Angelis, regista, produttore e sceneggiatore pluripremiato per il film “Indivisibili”, ndr)».

#Tokyo«É una città meravigliosa e l’ho visitata lo scorso novembre per il trentunesimo “Tokyo International Film Festival”. Una sensazione bellissima soprattutto per due cose: la prima è che sono stata premiata esattamente nel luogo dove risiede il presidente Ikeeda (uno dei più importanti leader spirituali buddhisti e presidente della Soka Gakkai International di cui l’attrice è membro, ndr); la seconda è che a Tokio siamo stati premiati io e mio marito nelle nostre individualità e specificità lavorative (a Tokio a “Il vizio della speranza” sono andati i premi per la Miglior Regia e quello per la Miglior Attrice Protagonista, ndr)».

#Grazie

«Grazie all’universo che ha permesso che certe cose accadessero. Ma grazie soprattutto a quelli che mi hanno detto di no, a quelli che mi hanno ferito, a quelli che mi hanno fatto male. Grazie a tutti loro ho capito esattamente chi non volevo essere io».

#Domani

«Mi viene immediatamente in mente la canzone degli Articolo 31, gli anni Novanta e le mie estati a Ischia. Quando tutto era più bello, più semplice».

#Futuro

«Quando ero molto giovane non volevo un figlio, avevo paura di non potergli insegnare nulla. Poi ho sentito di essere pronta per diventare madre, avevo capito di avere imparato delle cose e che la vita me le avesse insegnate in qualche modo. Oggi devo correre, spingere sull’acceleratore, ma francamente non vedo l’ora di potermi fermare. Sì, non vedo l’ora di invecchiare e avere la libertà di godere del tempo. Ecco, sogno di diventare vecchia, perché ambisco alla lentezza. Aspiro a morire in pace assistendo all’ultima fase della mia vita potendomi prendere cura del tempo rimasto nella tranquillità più totale».

Ora tocca a Pina decidere i cancelletti, gli hashtag, i tre concetti che possano descriverla al meglio.

#anarchica

«Mio marito mi dice che sono anarchica e ribelle. Effettivamente non amo né le regole né le imposizioni».

#disciplinata

«Io sono ribelle con le regole degli altri e molto disciplinata con quelle che però decido io».

#impaziente

«Ho un rapporto difficile con il tempo, non amo aspettare passivamente che le cose arrivino. Diciamo che non ho una gestione molto matura del tempo tra semina e raccolto ».

 

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