Le auto elettriche sono pericolose?

di Fabrizio Brancaccio

È la tecnologia del futuro, l’obiettivo è abbattere le emissioni ma anche l’elettrico nasconde delle insidie.

Auto elettriche e ibride rappresentano una realtà concreta seppur acerba nel settore dell’automotive. L’elettrico è ancora in fasce, da qui a pochi anni potrà spiccare il volo grazie agli incentivi statali e al diffondersi di una coscienza ambientale tra gli automobilisti che sempre più desiderano risparmiare sul carburante e inquinare il meno possibile.

Cosa frena il boom? In primis i costi di acquisto ancora molto alti e poi la diffidenza verso una tecnologia nuova di cui gli utenti non si fidano, vuoi per le prestazioni non esplosive (esistono modelli elettrici che offrono invece ottime prestazioni) e vuoi per il disagio di dover ricaricare l’autovettura perdendo dunque molto tempo.

Inoltre ciò che allontana gli automobilisti, specialmente i pendolari e chi utilizza spesso le quattro ruote, è l’autonomia limitata delle auto elettriche che varia tra i 200 e i 300 km dei modelli migliori.

Tutto qui? No. C’è un’altra questione di prioritaria importanza sorta con lo sviluppo delle auto elettriche: la sicurezza di chi le guida.

Niente benzina, niente pericolo? Non c’è dubbio che l’assenza di un serbatoio di combustibile possa essere un argomento in più a favore delle auto elettriche, tuttavia bisogna dire che anche la mobilità “fuel-less” non è del tutto priva di pericoli o meglio, di componenti che in situazioni particolari possono generare rischi per gli occupanti.

 

La temperatura della batteria.

Le batterie delle auto elettriche sono ben protette e isolate da vari rivestimenti, nonostante ciò il processo di alimentazione così come quello di ricarica genera calore e in determinate condizioni può portare al surriscaldamento delle stesse. Le auto, a differenza dei telefonini, sono dotate di sistemi di raffreddamento e ovviamente anche le loro unità di gestione della potenza sono in grado di interrompere il flusso di corrente in caso di surriscaldamento, sia in marcia sia in fase di ricarica, ben prima di arrivarci. Esistono però casi in cui malfunzionamenti e sovraccarichi del sistema, magari in presenza di temperature esterne particolarmente elevate, possono diventare una minaccia per la batterie. Quelle agli ioni di litio in particolare sono potenzialmente soggette ad un fenomeno chiamato “effetto domino” o “Thermal Runaway” (“fuga termica”) che può verificarsi se le batterie raggiungono una temperatura superiore ai 70 gradi innescando una reazione irreversibile che può portarle all’esplosione.

 

In caso di incidenti.

Il pericolo può nascere in caso di incidenti gravi che provochino rotture scoprendo le componenti interne delle batterie. Un sinistro particolarmente violento potrebbe far fuoriuscire l’elettrolita che è solitamente un liquido altamente infiammabile.

 

Un pericolo concreto per i soccorritori.

Alcuni enti per la sicurezza europei hanno espresso preoccupazione circa il fatto che anche i soccorritori non siano correttamente preparati sulle precauzioni da prendere in caso di incidenti che coinvolgano le auto elettriche evitando, ad esempio, di spegnere gli eventuali incendi con acqua (necessari estintori a Co2 o polvere). A quanto pare infatti, si sono verificati casi in cui a distanza di giorni, nei sistemi di alimentazione di vetture coinvolte in incidenti si registrava ancora una tensione elettrica.

Il rischio di una folgorazione per i vigili del fuoco intervenuti a seguito di un incidente è reale, questo perché non ci sono odori o colature di liquido che possano mettere in allarme né altro indizio per accorgersi se ci sono cavi alimentati interrotti e scoperti tali da generare un arco voltaico e dunque una potente scarica per chi dovesse entrare in contatto con il veicolo da soccorrere.

 

Elettromagnetismo.

Le auto elettriche, sia in funzione che in fase di ricarica, generano un campo elettromagnetico che avvolge l’intera vettura. Nel centro ricerche della Commissione europea JRC di Ispra hanno creato nel 2016 una sezione apposita per lo studio delle emissioni dei veicoli per comprendere se esistano effetti nocivi provocati da tali campi sui dispositivi pacemaker o in generale sulla salute di chi utilizza auto elettriche.

 

 

 

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