La notte non è fatta per dormire…

La bellezza della scrittura si legge in tutta la sua purezza nei libri di Haruki Murakami, scrittore giapponese apprezzato in tutto il mondo. Proprio Murakami, insieme alla canadese Margaret Atwood e al kenyano Ngugi Wa Thiong’o sono i tre scrittori favoriti per la conquista del Premio Nobel della Letteratura 2017. Ormai da qualche anno, il principale favorito è Murakami. L’annuncio del vincitore sarà dato a Stoccolma entro la seconda settimana di ottobre, ma nell’attesa possiamo goderci la lettura di “After Dark”.

“Nei suoi occhi, come in due nuvole grigie riflesse sulla superficie liscia di un lago, affiora il colore della solitudine“.

In tutti i suoi lavori, Murakami tesse le trame di una società, dove a trionfare sono gli ultimi. Gli abietti si muovono lenti e solitari in una città troppo grande. Tra realtà e paranormale, mescolati insieme, anche “After Dark” racconta la storia di un incontro casuale che sfida il destino e diventa speciale.

“A questo mondo, ci sono cose che si possono fare soltanto da soli e cose che si possono fare soltanto in due. L’importante è riuscire a coordinarle bene“.

È notte a Tokyo. L’orologio conta i secondi, i minuti, le ore.. che passano inesorabili. I personaggi, si muovono in una città addormentata, tra altri essere umani svegli come loro. Un paradosso nel paradosso: tutti i protagonisti così diversi, per niente collegati, si incontrano in una notte e divengono pedine di un gioco, quello che lo scrittore disegna coi fili sottili di una ragnatela invisibile. I destini si intrecciano e creano interazioni, che per la loro straordinarietà sono più veri di molti altri o almeno così pare a chi legge.

C’è Mari, una ragazza dal viso e dall’animo pulito, che si trova sola a vivere la notte. Incontra Takahashi, studente che suona il trombone  e ama il pezzo “Five spot After dark”. Con loro Kaoru, un’empatica manager di un albergo a ore e GuoDonri una prostituta cinese che viene maltrattata da un esperto informatico dalla doppia vita.

“La realtà, come la sabbia di una clessidra, sfugge dalle sua dita sottili e cade. Il tempo lì non è suo alleato”.

Mari ha appena 19 anni, poche certezze, molte domande e si sente sola. Solitudine per la vita e in una notte cerca rifugio in un libro, un mattone fatto di fogli. Ma nonostante le apparenze, la nostra protagonista non è sola. A casa, c’è sua sorella Eri, una modella bellissima, che non riesce più a svegliarsi. Il suo è un sonno causato da farmaci e pensieri negativi. Mari ed Eri, sorelle eppure così diverse, lontane mentalmente l’una dall’altra e allo stesso tempo così vicine grazie a quell’amore – dimenticato – che hanno in comune l’una per l’altra.

“Be’, semplifica la vita, avere soltanto una casa dove tornare, – commenta il tassista, e parte”.

Ad ogni capitolo i “tic-tac” dell’orologio avanzano sullo sfondo “nero” di una trama alternativa, studiata ad hoc dal suo autore.

Murakami non lascia da parte lo stile che da sempre l’ha reso noto ai suoi estimatori e sullo sfondo della realtà, crea una presenza inquietante. A muoversi in un’atmosfera di “gomma”, è la silhouette di un uomo dentro uno schermo spento. Il mondo onirico che sente l’esigenza di raccontare il baratro in cui Eri è sprofondata, portandola distante dalla vita.

Il romanzo “After dark” non si fa notare per i colpi di scena, ma mantiene uno schema lineare, scandito dalle lancette di un orologio e da una voce narrante  che simula un telespettatore dietro una telecamera invisibile.

“È divertente, sai? La memoria umana è veramente qualcosa di strano: c’è conservata dentro un sacco di roba inutile, un sacco di cianfrusaglie, come in un cassetto. Mentre le cose importanti, quelle realmente necessarie, svaniscono una dopo l’altra“.

Haruki Murakami è da sempre, un viaggio sensoriale, ai limiti del tempo e dello spazio, dove tutto è possibile e nulla è scontato.

 

 

Sonia Sodano

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