LA MODA 2.0

Le passerelle di Milano, Londra, New York, Parigi on line minuto per minuto.

È cambiato il modo di raccontare cosa fa tendenza, si è passati dalle passerelle ai like, ai blog e ai tweet in diretta.

Negli anni Ottanta e Novanta i backstage erano super blindati, e la possibilità di vedere da vicino le creazioni degli stilisti era riservata all’élite invitata alle sfilate, agli addetti ai lavori o a chi poteva accedere ai riservati spazi degli atelier.

Tutti gli altri comuni mortali dovevano attendere che le riviste specializzate pubblicassero le foto dei capi proposti nelle sfilate.

Il 1998, per i fashion victim ha segnato una traccia importante nella memoria.

Da lì la comunicazione nel fashion è progressivamente cambiata, lo scatto fotografico tenta di riprendere l’essenza della personalità delle donne, ad essere cambiati sono i modelli di consumo, negli anni Novanta si comprava per apparire e per dichiarare il proprio status, oggi l’esperienza d’acquisto rivendica il diritto al riconoscimento dell’unicità di ciascun consumatore: la moda è un mezzo per esprimere il proprio essere, l’essenza di noi stessi.

La moda oggi è fast e la comunicazione rincorre la frenesia di questi nuovi ritmi.

Oggi prima e durante le sfilate prende vita una sorta di ‘visual blogging’ in tempo reale, si pubblicano immagini direttamente dai backstage o dalle passerelle. Sulla pagina di Milano compaiono, tra i tanti, i nomi di Moschino, Gucci e Tod’s, mentre sui board delle altre tre città spiccano marchi come Dior, Cartier e Marc Jacobs.

Burberry l’ha provato per la prima volta nel 2010, i fan della moda si sono collegati da tutto il mondo per un accesso molto più grande di quello che avrebbero di solito, e un assaggio di ciò che sta diventando sempre di più la normalità.

La poesia e la magia di questo mondo si adegua a tempi mutevoli e modi di fruizione della moda che impongono cambiamenti.

Il modo di comunicare soggiace a tutto ciò, le riviste di settore si sono gradatamente evolute e hanno quindi prodotto i loro web magazine, dove si possono ritrovare molti dei contenuti cartacei accostati ad altri: la versione materiale del giornale rimane l’oggetto di culto da sfogliare.

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