La Germania approva la legge Facebook contro l’odio virtuale

La normativa imporrà ai social network un monitoraggio scrupoloso dei contenuti offensivi pubblicati dagli utenti

In Germania è entrata in vigore il primo ottobre la “Netwerkdurchsetzungsgesetz”. Parliamo della ‘legge Facebook’, la prima al mondo contro il fenomeno dell’hate speech. Un codice approvato dal Bundesrat che costringerà i social network con più di due milioni di iscritti a cancellare contenuti diffamatori o incitanti all’odio, pena multe salatissime che potranno raggiungere i 50 milioni di euro.

Uno staff di 50 dipendenti del ministero della Giustizia sorveglierà l’applicazione delle norme.

Anche stabilire le multe sarà compito del dicastero guidato dal ministro uscente, Heiko Maas (Spd). Ieri ha spiegato alla Zeit online che “i crimini legati all’odio sono aumentati del 300% negli ultimi anni. Molta gente abbandona esasperata i social network, perché non ne può più. Ma noi intendiamo proteggere anche la loro libertà di opinione“.

Il codice punta a ripulire i social da post razzisti, minacce, false notizie, contenuti palesemente violenti o pagine e post che neghino l’Olocausto o esaltino il regime nazista che dovranno essere eliminati dal social network entro 24 ore. Nei casi più controversi l’esame durerà, comunque, massimo una settimana. Facebook, Twitter e Youtube hanno già nominato dei responsabili per le denunce che giungeranno dalla Germania e dal primo gennaio 2018 non avranno più scuse, ogni post offensivo dovrà essere rimosso celermente oppure risponderanno di tasca propria delle eventuali negligenze. Chi dovesse ricevere più di cento segnalazioni sarà, inoltre, obbligato a consegnare un rapporto semestrale per spiegarne i motivi.

Un paletto importante a cui gli altri Paesi dovranno appigliarsi per delimitare questo intollerabile e incontrollato mare magnum di bile virtuale in argini di civiltà.

Fabrizio Brancaccio

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