La fine di un viaggio coincide con l’inizio di un altro

viaggio

«Il viaggio non finisce mai.

Solo i viaggiatori finiscono.

E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.

Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto:

“Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero.

La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro»

José Saramago

 

Se esistesse un modo per misurare e confrontare le esperienze di ciascun viaggiatore, nessuno di loro potrebbe ritenere di aver esaurito le cose da vedere.

Il mondo è infinito, così come il viaggio.

Chi è appena tornato da un viaggio può ripercorrerlo attraverso la narrazione.

Ma il viaggio che si racconta è lo stesso che si vive?

Riescono le parole a restituire i panorami, gli odori, i volti e i tramonti che si sono vissuti?

Secondo lo scrittore José Saramago, la fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro, il ritorno dal viaggio coincide quindi con l’inizio di un altro viaggio, quello nei ricordi e nei racconti, quello che esce dalla solitudine delle sensazioni per essere condiviso in narrazione.

E le domande dei nostri interlocutori ampliano il viaggio, lo attraversano, lo scompongono, lo complicano, lo amplificano e lo rendono di nuovo presente.

Che stiate per partire o che siate appena tornati, siete comunque in viaggio e lo sarete sempre.

#Aforismare vi da appuntamento alla prossima settimana!

di Carmen La Rocca

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