“Io sono una specie di ninfomane della moda che non raggiunge mai l’orgasmo”

di Valentina Nasso

19 febbraio 2019 una data da dimenticare per il fashion system che dice addio a Karl Lagerfeld.

Direttore creativo di Chanel e di Fendi, collabora con Chloé e con Curriel, ma la sua più grande capacità è di proiettare la moda e il suo stile al di fuori delle passerelle.

Non basterebbe un libro per raccontare la storia dell’ottantacinquenne soprannominato Kaiser. Non è certo che avesse 85 anni, la sua età è stata sempre un mistero che custodiva gelosamente.

Dalla personalità eccentrica: capelli di un bianco very chic raccolti in un codino da quando aveva 18 anni, gli onnipresenti occhiali da sole, fotografo, stilista, designer, una vera e propria icona pop e fashion sicuramente in controtendenza con il resto del mondo ma poteva permetterselo.

Nel 1954 vince il Woolmark Prize e sarà assistente di Pierre Balmain. Fischiato come ogni grande al suo esordio, non si perde d’animo e continua a disegnare le donne come sono nella sua testa: sexy, bohèmienne. Fonda il suo brand che successivamente ha rilevato Hilfiger.

Nel 1983 dopo la morte di Coco Chanel gli viene lanciata una sfida che non riesce a non cogliere: riportare la maison ai suoi antichi splendori. Così fù, la storia d’amore tra Karl Lagerfeld e Chanel venne siglata con il logo delle due C intersecate come motivo di un tessuto.

Un artista, un cultore del bello in ogni sua sfaccettatura. Di tutto ciò che ha creato dice “Non ho archivi! Mai guardarsi indietro!”

Ci lascia una leggenda un uomo che ha fatto la storia della moda nel mondo, basti pensare che è stato l’unico a lavorare contemporaneamente per tre diverse griffe Fendi,Chanel e Karl Lagerfeld la sua label.

Arrivederci Karl

(1935?- 2019)

“Amo essere sempre creativo. Se non lo fossi mi annoierei e la noia è un crimine”

Lascia un commento