Il settimo Senso – Il senso dello stile: Intervista a Nicola Santini

Giornalista, scrittore, gettonatissimo opinionista televisivo, irriverente e politicamente scorretto Maestro di Bon Ton. Nicola Santini si racconta a 3D inaugurando quello che sará un appuntamento fisso con i nostri lettori, per scoprire i segreti del bon ton 3.0.

Di se stesso parla senza fronzoli: “Contemplo il meraviglioso e l’orrido senza mezzi termini, a seconda dell’umore. Esco meno di Mina. Senza zuccheri aggiunti”. Ritratto in 3D di un personaggio tutto da scoprire.
Hai a disposizione 3 dimensioni per descrivere la tua vita. Quali scegli?
Quella artistica che le sintetizza tutte: non potrei fare a meno dell’arte e della dimensione che gravita intorno agli artisti. Sono cresciuto a Pietrasanta, la piccola Atene. A 15 anni frequentavo giá la galleria di Susanna Orlando che ha battezzato il mio amore per l’arte contemporanea.
L’arte del ricevere che è anzitutto l’arte del dare e del condividere, altrimenti si è soli e inutili su questo mondo. E l’arte del bien vivre,  che si sviluppi e alimenti la capacità di godere di ogni singolo istante, con la giusta compagnia, nel posto giusto e nel momento giusto. Sempre.
Che ruolo ha lo stile nel tuo mondo?
Avete presente il ruolo della maschera al cinema? Sei al buio e qualcuno, in silenzio e con discrezione, con la luce ti indica qual é il tuo posto.
Detto questo, il mondo è uno, è di tutti, e ci tocca viverci tutti insieme: ricchi, poveri, educati, maleducati, chic e meno chic…
Parliamoci chiaro. Il denaro conta peró…
Non ero bravissimo in matematica. Ancora oggi a volte vorrei avere qualche dito in piú perché senza pallottoliere vado in crisi. Peró contare, conta, le operazioni basi le sa fare tutte: moltiplica i leccapiedi, divide le famiglie, somma i grattacapi, toglie il sonno…
E tu che rapporto hai con i soldi?
Fosse per me tornerei al baratto.
Hai mai lavorato gratis?
Ho sempre guadagnato col mio lavoro. Non sempre in termini economici. Ma nello scambio ho sempre tratto vantaggio: se la valuta è fatta di divertimento, esperienza, lezioni di vita, chi se ne frega di emettere fattura.
La prima nota che noti in una persona?
Se si lava. Pare sia diventata un’opzione.
Si dice che il tempo è denaro. Il rapporto col denaro ce lo hai chiarito. E quello col tempo?
Sono uno col metabolismo lento. Le cose per andarmi a genio spesso devono passare di moda, oppure anticiparla notevolmente. Uno squilibrio creativo: lentissimo su certi temi, una scheggia su altri. Non amo prendere i treni perché non mi aspettano, ad esempio, cammino per strada scegliendo a volte il percorso meno rapido per godermi le terrazze in fiore, ma mi spazientisco se uno non parte subito allo scattare del verde.
E imprechi?
Mai.
Una cosa che trovi sempre il tempo di fare.
Cucinare per i miei amici.
Una che non trovi mai il tempo.
La palestra?
Quanto tempo dedichi allo specchio?
Frazioni di minuti.
Non sei credibile.
Non ho questa ambizione, se si parla di specchio.
Ma sei vanitoso?
Siiiii.
E conta molto per te il giudizio degli altri?
Nooooo.
Tu sei a tutti gli effetti un arbitro di eleganza. C’é una formula per non sbagliare mai?
Non c’é, ma se vogliamo esser sicuri di sbagliare sempre, basta cercare di vestire i panni degli altri. Per questo non amo la categoria degli influencer e i loro effetti nefasti sui millenials.
Il settimo senso, il senso dello stile, come lo definiresti? Si puó imparare?
Lo definirei come qualcosa che non è in vendita e che nel momento in cui ha un prezzo è giá un fake. Si puó imparare uno stile, che è diverso da avere stile. Giá questo aiuta.
Signori si nasce, ricchi si diventa. È ancora valido?
Siamo in un Paese e in un momento storico in cui giá da un pezzo è difficile diventare o rimanere ricchi. E anche nascere signori, francamente. Se poi andiamo a vedere quali sono i nuovi ricchi vediamo che di signori non c’é ombra.
Perché?
Guardiamoci intorno…
Infine, parlare di bon ton nell’era dei social puó sembrare obsoleto. Credi che possa servire ancora una scuola di buone maniere quando è Fedez a dettare le mode?
A maggior ragione. Fedez, per altro, pur non incarnando certo l’icona di eleganza che uno possa identificare come tale, è sicuramente un tipo educato che in termini di basi delle buone maniere sono certo abbia ascoltato buona musica. Poi moda e stile sono due cose diverse. Ecco, se dobbiamo parlare di mondi e non di mondo, qua siamo su due universi paralleli, e questo da un lato divide, dall’altro rafforza il bisogno di vedere cosa c’é oltre le mode. I comunque faccio il tifo per i modi.
Intervista di #Mrs3d
Foto di Christian Ciardella

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