IL LATO FEMMINILE DELL’INCHIOSTRO

Fantasie floreali, disegni decorativi effetto pizzo, teschi, ritratti e lettering, sono solo alcuni degli stili e soggetti che caratterizzano “il lato femminile dell’inchiostro”. Il mondo dei tatuaggi, antichissima arte che negli anni è divenuta fenomeno di moda, e quasi una decorazione del corpo obbligata, si tinge di rosa, varcando ogni confine territoriale, assumendo rilevanza globale tanto da dedicare a questo fenomeno delle intere convention tattoo tutte al femminile. Le donne, anche in questo caso, sono riuscite a rivoluzionare un universo che, fino a qualche anno fa, era prettamente maschile, portando nel mondo dei tattoo un linguaggio e uno stile unico. L’arte sulla pelle si nutre della dirompente femminilità di tatuatrici che non hanno nulla da imparare dal guardingo sesso opposto.

Per capire quanto è difficile emergere in questo incantevole mondo di creare arte con l’inchiostro, abbiamo varcato le porte di uno studio molto rinomato in Campania, Ritual Skin, della giovane Tattoo Artist Caterina Ferraro.
Classe 83, folti capelli lunghi castani e sguardo intenso, Caterina ci accoglie nel suo studio finemente arredato, con vista sul Vallo della Lucania, faticosamente costruito tra sacrifici economici e notti trascorse a disegnare. Una enorme parete ricoperta di stencil che portano la sua firma, testimonia l’incredibile quantità di tatuaggi realizzati negli ultimi anni, otto per la precisione, da quando la passione si è trasformata in un vero e proprio lavoro. “Fin da bambina avevo una forte inclinazione per l’arte, sempre circondata da matite e colori grazie a mia madre, interior designer, che mi portava con sé. Avevo il destino segnato e niente mi avrebbe più separato da lei” racconta entusiasta Caterina, diplomata ed esperta in fumettistica, che approda a questo mondo dopo una lunga e intensa gavetta presso l’affermato studio di Mariagrazia Tolino di Sala Consilina.

Cosa è il tatuaggio per te?
Disegnare la pelle della gente è una grande responsabilità, ed io cerco sempre di dare ottimi consigli in merito, anche perché spesso puoi pentirtene. Quando cominci, passi molte ore ad esercitarti, è necessario. Sono entusiasta del mio lavoro, tatuare è la forma d’arte più contemporanea e più viva che esista. Un’ arte che vive su di te, che porti addosso, che si trasforma con te.

Quanta conta la capacità artistica in questo settore?
Credo sia il fattore principale che muove tutto, se non hai una forte capacità artistica non puoi reputarti un tatuatore. Certo, non è detto, che chi è in grado di disegnare sappia anche tatuare.

13442234_592810394223186_3727164638210544030_nCosa ti piace del tuo lavoro?
Amo ogni cosa, il rumore melodioso della macchinetta, l’odore dell’inchiostro. Apprezzo il confronto con i clienti, i rapporti di fiducia e amicizia che si creano. Stabilire un’ affinità tra le menti è fondamentale per dare vita ad un nuovo tatuaggio. Anche il dolore che comporta: il tatuaggio deve essere dolore, devi sentirlo sulla pelle, è come partorire e anche se sai che sentirai dolore tornerai a tatuarti perché ne senti la necessità.

Quali sono i passi per diventare tatuatrice e che consigli daresti a chi vuole intraprendere questo mestiere?
E’ necessario uno spiccato senso artistico, forza di volontà e un buon maestro che ti dia le giuste dritte, quindi molta gavetta.
Chi comincia ora, purtroppo spesso, è mosso dal fattore “moda”. Al contrario è una lunga strada fatta di sacrifici e rinunce, di nottate in bianco trascorse a disegnare.

Qual è il tuo stile e quanto ti rappresenta?
In realtà non ho uno stile ben preciso, sono ancora alla ricerca di una definizione, sebbene ciò che mi distingue è una grande precisione. Sono perfezionista e adoro i tratti forti, con colori vivaci, prediligo il Lettering, il New Traditional, i Mandala e i fiori Tilografici, spinta dal mio innato romanticismo.

Chi sono i tuoi clienti?
I miei clienti piu’ frequenti sono quelli compresi nella fascia di età che va dai 20 ai 30 anni, anche se ultimamente, sono molte le persone più mature che scelgono di tatuarsi, accettando di lasciare un segno indelebile sulla propria pelle. Per me non esiste un’età stabilita in cui scegliere di tatuarsi, il bisogno arriva e ti lasci andare.

Come ti pubblicizzi?
I tatuaggi realizzati sono la mia pubblicità e la migliore è quella fatta dai tuoi clienti.

Quanto è importante partecipare alle convention?
Le convention sono un ottimo biglietto da visita dove hai la possibilità di metterti in mostra e allargare i tuoi orizzonti. Lo scorso anno sono stata ad Amsterdam alla “Dutch Lady Tattoo Convention”, dove tornerò anche quest’anno ad Ottobre, poi a marzo ho partecipato per la seconda volta a Roma alla “The other side of the ink ” e a Maggio sono stata alla “International Tattoo Expo Roma “.

Cosa pensi delle coperture dei tatuaggi?
Le cover up spesso sono un problema, è un doppio lavoro, devi essere bravo a far si che non si veda il disegno precedente e devi impazzire per realizzarne uno nuovo che stia bene. Ma sono sempre dell’idea che un tatuaggio è “per sempre” quindi nel momento in cui decidi di farlo, scegli bene ciò che porterai sulla tua pelle!
In ogni caso io non li coprirei, come nascono cosi devono morire e anche se li copri tu sai che resta li.
Valeria Aiello

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