Harley: un mito che appassiona e unisce

Tutto si traduce in una parola soltanto… Passione.
Se la passione viene a mancare, mancano a ruota l’entusiasmo e la creatività.
E con queste due belle frasi si parla di quello che per molti di noi è fondamentale.
Le Motociclette.
I nuovi modelli delle Harley Davidson possono piacere o possono dividere i gusti degli appassionati.
Ma questi ultimi si dividono in modaioli e puristi.
Dunque viene meno ”l’accontentare”.
E qui, in questo mondo così speciale e pittoresco… tutti godono e pochi, in realtà, si appagano.
Andare in Harley è magico, quasi un coito tra te, la Motocicletta e il paesaggio circostante.
Un rapporto intimo tra tutto il ciò che ti circonda e il saperlo assecondare…
Accompagnati dal suono sommesso di un pezzo di metallo a forma di V che ti sta sotto il sedere e che scalda chiappe e cuore.
E che, se sei bravo / brava… ti porta lontano in luoghi da scoprire, con gente da incontrare e con silenzi da abbracciare.
Scrissi tempo fa che chi ha una Harley è già un personaggio un po’ speciale.
Qualcuno che sceglie il non convenzionale, il controcorrente…
Sai benissimo che una Motocicletta del genere ha dei punti interrogativi prestazionali…
Non frena, è pesante, perde pezzi e si arrugginisce…
Ma ne ho viste poche così.
E sapete perché?

Perché i possessori di Harley, gli Hogger (da HOG Harley Owners Group) difendono con stile, con impegno, con tanto sacrificio questo stemma che dal 1903 gira per il mondo.

Una filosofia di vita, una scelta, un percorso di crescita sublimale ed emozionale che raggruppa etnie, razze, tipologie di persone eterogenee…
E incontri muratori, avvocati, infermieri, architetti, industriali, calciatori, artigiani, pizzaioli, insegnanti e mantenuti, a bersi un drink tutti insieme sullo stesso tavolo…
Con le Moto parcheggiate fuori una accanto all’altra…
Tutte sgargianti con la loro livrea personalizzata… luccicanti, opache, baggherizzate, customizzate, chopperizzate…
Perfettamente sistemate fuori dai locali di culto con una storia da raccontare.
È questo il bello di questo mondo…
Un mondo ignorante ma colto, affascinante, violento, arrogante, straordinario, stravolgente, colorato e soprattutto maleducato in senso buono.
Tutti si rispettano a modo loro.
Ma la parola Rispetto come la parola Libertà sono ”mete” di viaggi irraggiungibili che rendono saggi i pistoni, i cilindri e i barbuti che si rispecchiano nei loro tatuaggi.
E tanti si stravolgono la vita passando da un modello all’altro, da un gruppo ad un altro…
Scegliendo mille volte strade, tragitti, percorsi e tenendosi stretti giubbotti che rappresentano le ”cartine geografiche” del dove sono stato ”orgogliosamente”.
Giubbotti che si incontrano in Raduni, Eventi, feste…
Ma che indubbiamente si affiancano uno all’altro quando si salutano ”amici” volati in cielo prematuramente.
Ed è emozionante.
Emozionante perché in momenti belli o brutti ci si unisce veramente…
Ci si unisce sentendo sorrisi e lacrime che bagnano il cromo, che scorrono in giù sul serbatoio…
Che rappresentano la nostra Vita.
O la vita che vorremmo avere.
Ed è proprio vero…
In tutto quello che ci vedi….
Ci sei tu e la Passione…
Quella che ricevi da chi è come te…
E quella che trasmetti a chi vorresti che sia.

E in questa rubrica troverete aneddoti, viaggi, aspetti spiritosi e quasi seri di questo pazzo mondo che io voglio rappresentare a modo mio.
Con parole semplici che costruiscono frasi che generalmente finiscono con una parola sola: Passione.

Questa prima rubrica #3Dmagazine è volutamente dedicata alla memoria di Edo E Laura dell’Alba Chapter.

Vegas De Laroja
#3Dbikers

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