Final Portrait e gli altri ‘ritratti’ d’artista al cinema

Arriva in Italia un anno dopo la presentazione alla Berlinale 2017, con l’imbarazzante sottotitolo “L’arte di essere amici”, “Final Portrait”, nei cinema dall’8 febbraio. Il film racconta gli ultimi anni di vita di Alberto Giacometti (Geoffrey Rush), pittore e scultore svizzero. Un biopic – da bio(graphical) pic(ture) ‘film biografico’ – con la regia di Stanley Tucci e l’interpretazione di Armie Hammer come controparte di Rush. Sì proprio lui, il bell’americano protagonista del film di Guadagnino candidato all’Oscar, “Chiamami col tuo nome”.

Siamo nel 1964, a Parigi, Giacometti conduce la sua vita tra arte, prostitute (Clémence Poésy, vista nella saga di “Harry Potter” – era Fleur Delacour – e in “7 minuti” di Michele Placido) e uno strano rapporto di odio/amore con la moglie. Nella sua esistenza compare lo scrittore americano James Lord (Hammer): l’idea del giovane borghese è di commissionare all’artista un suo ritratto, ma tra l’incontro e la realizzazione scorreranno tempo e lezioni di vita.

Il film si basa su “A Giacometti Portrait”, il diario in cui lo scrittore americano descrisse il periodo trascorso nell’atelier dell’artista. La regia di Tucci sottolinea il contrasto tra i protagonisti e l’estetica dell’incompiuto, ricercata da Giacometti, con una fotografia desaturata, dalle sfumature grigie.

Questo senso di incompletezza, intorno a cui Giacometti (Geoffrey Rush) si interroga costantemente, è l’elemento paradigmatico del film. «L’arte non ha un senso», afferma il personaggio di Giacometti, eppure della sua necessità non v’è dubbio.

Se siete d’accordo con l’ultima affermazione e volete recuperare qualche altro biopic d’artista contemporaneo, per prepararvi all’8 febbraio, ve ne suggeriamo tre:

  1) “Surviving Picasso”, diretto da James Ivory, racconta le innumerevoli avventure sentimentali del grande Pablo Picasso, interpretato da Anthony Hopkins.

 2) “Basquiat”, film di Julian Schnabel sul writer-pittore statunitense Jean-Michel Basquiat, tra gli esponenti più importanti del graffitismo americano. Nella pellicola anche David Bowie, nel ruolo di Andy Warhol.

3)  “Frida” (2002), uno dei biopic più amati, forse anche per l’interesse che si è creato intorno all’artista. Nella pellicola, Frida Kahlo è interpretata da Salma Hayek: al centro della vicenda la sofferta vita sentimentale e privata della pittrice messicana.

Emma Di Lorenzo

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