Diario di #Cannes2016 giorno 6: Jim Jarmusch e la poesia di una vita normale

Nella sesta giornata di Festival, l’ospite più atteso è decisamente Jim Jarmusch, con la prima proiezione stampa già avvenuta il giorno precedente. Noi di #3D possiamo dirci ancora più fortunati: il caso ha voluto che la proiezione da noi scelta fosse proprio quella del red carpet, che siamo riusciti a calcare insieme al grande regista e al protagonista del film, quell’Adam Driver, cattivo mascherato dell’ultimo Star Wars – The Force Awakens nel ruolo di Kylo Ren, che ha destato tante polemiche e non poche perplessità nei fan della saga. “Paterson”, questo il titolo della pellicola di Jarmusch in concorso a Cannes, racconta la storia di una città, di un autista di bus e del mezzo stesso che condividono lo stesso nome. Assistiamo ad una tipica settimana nella vita di Paterson, appunto, (Adam Driver) autista per lavoro e poeta per inclinazione , padrone del cane Marvin e felicemente sposato con Laura (Golshifteh Farahani), artista sui generis che colora tutto ciò che vede di nero e bianco, disegnando forme geometriche sferiche e puntiformi. Nel quotidiano scorrere del tempo, si susseguono situazioni paradossali in cui Patersone è protagonista inconsapevole e non sempre molto attivo, preda più degli istinti che di una reale scelta. La poesia di e in una vita normale, questo è “Paterson” di Jim Jarmusch.

Voto: # # # #

Altro film visto nella sesta giornata è “Loving”, una storia d’amore nell’America del ’58 alla disperata ricerca di diritti e parità tra bianchi e neri. Mildred (Ruth Negga), detta Brindille, e Richard Loving (Joël Edgerton)sono una coppia innamorata che decide di sposarsi. Fin qui niente di strano se il colore della pelle differente non li rendesse criminali davanti alla legge dello stato di Washington. La loro lotta verso il cambiamento è il cuore di un film troppo lento in molti punti, che si riprende solo con il commovente finale.

Voto: # # Anacronistico e un po’ scontato

Terzo film di seguito per noi, “The Apprendice” è l’ #3D della giornata. La pellicola di Singapore, in concorso nella categoria Un Certain Regard, si interroga sulle colpe dei padri che ricadono sui figli che non sanno andare avanti con la propria vita e sull’umanità che possa esistere nel braccio della morte. Etica del lavoro di un boia in un film che speriamo vivamente trovi distribuzione in Italia.

Il nostro voto è: #3D gli orientali si confermano ancora interessanti cineasti.

 

Emma Di Lorenzo

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