Diario di Cannes giorno 7: dal terrorismo alla periferia romana, gli altri italiani al Festival

Il Festival desidera esprimere l’orrore, la rabbia e l’immensa tristezza causate da quanto accaduto la notte scorsa al pubblico e alla città di Manchester. Ancora una volta si attacca la cultura, la gioventù e la gioia, la nostra libertà, generosità e tolleranza, cose molto care al Festival e a coloro che lo rendono possibile – artisti, professionisti e spettatori. – Con questo testo, scritto in inglese, l’organizzazione del Festival di Cannes ha invitato i partecipanti alla kermesse ad un minuto di silenzio, ieri alle 15. Una giornata non semplice, il cui intento principale era festeggiare l’anniversario dei 70 anni del Festival con i suoi protagonisti. L’orrore di questo periodo, però, non lascia scampo e, quasi fosse un segno premonitore, di terrore si parla nel secondo film italiano, dopo “Fortunata” di Sergio Castellitto, in concorso nella sezione Un Certain Regard. Opera prima della regista Annarita Zambrano, “Dopo la guerra”, con Giuseppe Battiston e Barbora Bobulova, racconta quella generazione che, pur non vivendo un conflitto vero e proprio, ne ha subito una variante ancora peggiore. Corsi e ricorsi di un periodo buio della storia d’Italia, quello del terrore: nella pellicola, l’assassinio di un giusvalorista riaccende i riflettori sul caso di Marco Lombardi (Battiston), ex terrorista, in Francia da 20 anni. La vicenda prende i contorni di una storia famigliare in cui pubblico e privato si scontrano e, a pagarne le conseguenze maggiori, sono la sorella e la madre, in Italia, e la figlia (Charlotte Chètaire), in Francia. Nata con il supporto di una produzione francese, la pellicola ha poi trovato anche sovvenzioni in Italia. Affrontare temi storicamente così vicini è ancora un taboo, lo stile della Zambrano e la scelta di dare tanto risalto alle vicende personali incuriosisce e spinge a consigliare il film.

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L’altro film italiano, applaudito ieri alla Quinzaine e in uscita oggi in Italia, è “Cuori puri”, storia d’amore tra due giovanissimi, Agnese (Selene Caramazza) e Stefano (Simone Liberati). L’opera prima di Roberto De Paolis è uno spaccato di periferia romana capace di raccontare senza giudicare. Arricchiscono il cast Stefano Fresi e Barbora Bobulova.

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Curiosità: Il photocall della celebrazione dei 70 anni del Festival ha prodotto una foto diventata quasi virale. Andando ad osservarne i dettagli, è divertente notare le espressioni di tutti gli attori, registi e addetti ai lavori, insieme della storia del Festival. L’unione è forse l’unica risposta possibile ad un periodo come quello che stiamo vivendo.

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